PIOMBINO – “Il Comune di Piombino ha sottoscritto un contratto con Rinascenza Toscana Srl per la gestione della discarica ex Lucchini in località Ischia di Crociano, approvato con delibera di giunta nel febbraio 2026. Abbiamo esaminato il testo dell’accordo e riteniamo doveroso portare all’attenzione dei cittadini alcune criticità che secondo noi l’amministrazione non ha adeguatamente affrontato”. Così Piombino Domani e Sinistra Italiana intervengono sul tema.
“Il nodo centrale della questione ambientale di Piombino — il sito contaminato Li53 — è di fatto assente dall’accordo. Rinascenza Toscana ha infatti esercitato la facoltà di non subentrare nella gestione del sito, che resta oggi nel demanio statale: senza un soggetto responsabile della bonifica, senza risorse certe e senza alcun cronoprogramma. È bene ricordarlo: fu proprio il diniego al progetto unitario dell’allora amministratore delegato di Rimateria — che prevedeva la bonifica della Li53 contestualmente al sopralzo della discarica per 450.000 metri cubi — a determinare il fallimento della società a controllo pubblico. Oggi, a distanza di anni, quel sito è ancora lì: contaminato e senza un piano. Il contratto firmato dall’amministrazione non chiarisce chi bonificherà la Li53, con quali risorse e in quali tempi. C’è da chiedere anche se i cittadini di Colmata saranno contenti che questa discarica rimanga ancora lì irrisolta per un tempo ancora indefinito“.
“Il contratto inoltre stabilisce un ordine di priorità nei conferimenti: prima i rifiuti da bonifica del Sin, poi quelli da impianti siderurgici – prosegue la nota – Sulla carta, una tutela per il territorio. Nei fatti, una previsione che rischia di restare teorica. La bonifica del Sin non è ancora iniziata e non esiste un cronoprogramma vincolante. L’auspicio è che entro la fine dell’anno, come è stato spiegato dal sindaco, inizino le demolizioni da parte di Metinvest e che si proceda alla bonifica della falda altrimenti il 20% di altri rifiuti da Piombino rischia di diventare la normalità. Rimateria inoltre era una società a partecipazione pubblica. Rinascenza Toscana è un soggetto interamente privato. Con questo accordo si sancisce definitivamente il passaggio da un modello di controllo pubblico a uno completamente privato, senza un reale confronto pubblico e senza che siano state valutate alternative. Inoltre, il contratto resta valido anche in caso di cessioni societarie, fusioni o trasferimenti di quote? Ciò potrebbe significare che in futuro la gestione potrebbe passare a soggetti terzi — anche non legati al territorio — con margini molto limitati di intervento da parte del Comune. Inoltre se veramente si procederà velocemente con i conferimenti indicati, come spiegato, in un anno e mezzo i 350mila metri cubi di sopralzo potrebbero essere esauriti. Come si procederà a quel punto? Con ulteriori autorizzazioni di conferimenti?”.
“Viene da chiedersi quindi – concludono lista civica e partito – dopo anni di scelte che hanno portato al fallimento di una società pubblica, alla perdita di posti di lavoro e alla rinuncia al controllo diretto, a cosa è servito tutto questo, se oggi ci troviamo con gli stessi problemi ambientali irrisolti e minori strumenti per affrontarli”.



