PIOMBINO – Un intervento d’urgenza per rimettere in sesto la sosta della costa in vista del picco estivo, si tira dietro una scia di durissime polemiche. Il Comune di Piombino ha annunciato l’affidamento dei lavori di manutenzione straordinaria del parcheggio di Bosco Sterpaia, un’area strategica per l’accesso alle spiagge ma attualmente sbarrata al pubblico. La chiusura temporanea si era resa necessaria a seguito della caduta di alcune alberature, che richiedeva verifiche tecniche approfondite e un piano di messa in sicurezza per l’incolumità dei frequentatori.
Per sbloccare la situazione, l’Amministrazione comunale ha stanziato circa 13mila euro a favore della Parchi Val di Cornia, la società in house che gestisce il sistema e che si occuperà materialmente dell’esecuzione delle opere. Da parte della giunta l’intervento è stato bollato come “prioritario” per l’imminente stagione balneare, assicurando il monitoraggio costante dei cantieri per restituire la piena funzionalità all’area.
Tuttavia, la tempistica del provvedimento ha scatenato una vera e propria ondata di sdegno tra residenti e turisti, rimbalzata sui social network. Il nodo della discordia è economico e organizzativo: nei parchi della Val di Cornia, infatti, la sosta è tornata a pagamento fin dallo scorso 28 marzo. La protesta monta per il fatto che, nonostante la drastica riduzione dei posti auto disponibili a causa dei ritardi e delle chiusure per i lavori non ancora eseguiti, il prezzo del biglietto sia rimasto totalmente invariato.
“La stagione di fatto è già iniziata, complice il bel tempo e i ponti passati – si sfoga un cittadino sui canali social –, questo problema doveva essere già stato risolto da tempo”. Altri bagnanti mettono sotto accusa il rapporto tra i costi esorbitanti e la totale assenza di infrastrutture di base nelle aree di sosta della zona, portando come esempio anche la vicina località di Mortellicio: “Pagare è giusto, ma ci deve essere una struttura adeguata per disabili, bagni, cestini e posti segnalati. Se piove, il parcheggio diventa una pozzanghera e serve il canotto per arrivare all’auto. Perché pagare se non c’è un servizio?”.
I toni si fanno ancora più taglienti quando si analizzano gli incassi della partecipata pubblica a fronte della cifra stanziata per sbloccare la Sterpaia. Con tariffe che toccano i 12 euro al giorno per le auto e i 30 euro per i camper, l’utenza non ci sta a digerire i tempi della burocrazia: “Ma come, con questi prezzi attivi da marzo, in cassa non si trovavano 13mila euro per fare la manutenzione straordinaria prima di ora? Perché la sicurezza non è stata garantita subito? È una vergogna”.


