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Il consiglio provinciale respinge la mozione sulla riforma del 118

La presidente Scarpellini chiarisce la posizione dell'amministrazione. Spostare il medico a Rosignano è una scelta tecnica che spetta ai professionisti e non alla politica

LIVORNO – Al centro del dibattito politico provinciale torna il tema delicato della sanità pubblica e della gestione dei servizi di emergenza sul territorio. Il Consiglio Provinciale ha esaminato e respinto la mozione presentata dalla consigliera Roberta Ferretti, incentrata sul tema “Riforma 118 – medico mancante nel Comune di Rosignano Marittimo”, ritenendo i contenuti e le richieste del documento non condivisibili nel loro complesso.

La presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, ha voluto fare chiarezza sulla posizione dell’ente durante lo svolgimento del dibattito in aula, rimarcando come la tutela della salute pubblica sia un valore prioritario e indiscusso per tutti i rappresentanti delle istituzioni, indipendentemente dagli schieramenti. Scarpellini ha sottolineato l’importanza di fornire ai cittadini informazioni precise e puntuali, evitando di alimentare incertezze in un momento di oggettiva sofferenza dei servizi sanitari, specialmente nelle aree periferiche.

Pur ricordando che la Provincia non possiede competenze dirette in materia di gestione sanitaria, la presidente ha evidenziato come l’ente consideri fondamentale mantenere alta l’attenzione su questi temi. La riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza, in particolare nelle Valli Etrusche, nasce da una carenza oggettiva e nazionale di medici di emergenza ed è strutturata su un’integrazione tra medici, infermieri specializzati e associazioni di volontariato, un modello già applicato con successo in altre zone della Toscana.

La decisione di bocciare la mozione non è dipesa da una mancanza di interesse, ma dalla formulazione stessa del testo. Il documento chiedeva infatti lo spostamento dell’automedica con il medico del 118 da Cecina a Rosignano Marittimo. Una richiesta di natura puramente tecnica e logistica, definita dai professionisti della sanità pubblica in base a criteri scientifici e di competenza, che non può essere modificata o contestata da un organismo politico.

Dal confronto in Consiglio è emersa invece una linea d’azione alternativa, considerata più efficace per la reale tutela della comunità. L’aula ha scelto di sostenere con forza la richiesta avanzata dai sindaci delle Valli Etrusche all’azienda Asl Nord Ovest per l’avvio di un monitoraggio costante, attento e oggettivo sui risultati pratici della riorganizzazione. L’obiettivo è verificare che il nuovo modello, valido sulla carta, risponda perfettamente alle necessità di un territorio provinciale vasto e caratterizzato da una bassa densità demografica.

La priorità resta quella di garantire a ogni cittadino in stato di necessità l’assistenza di un medico nei tempi e nei modi corretti, a prescindere dalla postazione di partenza del mezzo di soccorso. La Provincia ha confermato che, in caso di criticità o disfunzioni del sistema, i responsabili sanitari dovranno intervenire immediatamente con i dovuti correttivi. I contenuti emersi durante la discussione saranno formalizzati in un atto specifico, che verrà presentato al voto del Consiglio Provinciale nel corso della prossima seduta.

© Riproduzione riservata

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