LIVORNO – Un telefono cellulare completo di scheda Sim, illegalmente detenuto, è stato rinvenuto nella tarda mattinata di ieri (14 aprile) all’interno del reparto di alta sicurezza del carcere di Livorno. Il dispositivo era nascosto nel locale barberia situato al secondo piano della sezione ed è stato immediatamente sequestrato e posto a disposizione dell’autorità giudiziaria.
A darne notizia è Francesco Oliviero, segretario per la Toscana del Sindacato autonomo Polizia penitenziaria (Sappe), che esprime “vivo apprezzamento per l’elevata professionalità e il costante impegno dimostrati dal personale di polizia penitenziaria”.
L’operazione è giunta al termine di una prolungata e accurata attività di osservazione condotta dagli agenti in servizio.
“L’intervento – sottolinea Oliviero – conferma ancora una volta l’attenzione, la competenza e il senso del dovere del personale, che quotidianamente opera in contesti ad elevata complessità e rischio, garantendo la sicurezza dell’istituto e il rispetto della legalità”. Il sindacalista auspica inoltre il riconoscimento di una solenne ricompensa per gli agenti intervenuti, quale giusto tributo al risultato conseguito e alla dedizione dimostrata.
Sulla vicenda interviene anche Donato Capece, segretario generale del Sappe, che richiama l’attenzione sui continui rinvenimenti di stupefacenti e telefonini destinati ai detenuti delle carceri toscane, materiali che possono alimentare traffici illeciti e compromettere l’ordine e la sicurezza interna. “È necessario stroncare questa continua illegalità – evidenzia – attraverso la dotazione di adeguati supporti tecnologici e un rafforzamento concreto delle risorse umane”.
“È evidente – conclude Capece – che i frequenti lanci di droga dall’esterno dei penitenziari, le introduzioni fraudolente e il fenomeno dei droni rappresentano una sfida crescente per la sicurezza penitenziaria. Per questo ribadiamo la necessità di investimenti urgenti in tecnologie antidroni e nel potenziamento degli organici. Ancora una volta, la polizia penitenziaria ha impedito che droga e telefoni finissero tra i detenuti, tutelando la sicurezza dell’istituto, del personale e dell’intera collettività”.



