LIVORNO – Novanta minuti per chiudere il sipario, senza l’assillo del risultato ma con l’orgoglio di chi vuole salutare un’annata complessa a testa alta.
Il Livorno di Roberto Venturato si prepara all’ultima recita stagionale in casa del Pontedera, al Mannucci, in un derby che, pur non avendo più nulla da dire alla classifica, mantiene intatto il suo fascino. Per gli amaranto, la trasferta è l’occasione per archiviare con dignità un percorso che, a guardare il punto di partenza, va in archivio con un segno più che positivo.
La missione salvezza, centrata con largo anticipo, è il sigillo sul lavoro svolto dal tecnico amaranto dal suo arrivo in panchina. Quando Venturato prese in mano la squadra, la situazione era critica, con soli 10 punti a tabellone; oggi il Livorno ne conta 40, frutto di un percorso che ha dato equilibrio, continuità e una precisa identità di gioco. Nonostante il comprensibile rammarico per non aver potuto lottare per i playoff fino all’ultimo, l’obiettivo centrato è la base solida da cui ripartire. In vista dell’ultimo impegno, il tecnico sembra orientato a dare spazio a chi ha trovato meno minutaggio, in linea con una gestione che ha sempre puntato sulla valorizzazione dell’intero gruppo.
Dall’altra parte, il Pontedera arriva all’appuntamento con la voglia di congedarsi dal proprio pubblico nel migliore dei modi. Andrea Caponi, veterano e punto di riferimento granata, ha suonato la carica alla vigilia: “La partita non ha risvolti per la classifica, ma giochiamo in casa ed è pur sempre un Pontedera-Livorno. Sono sfide che hanno un sapore diverso e vanno onorate al meglio, affrontandole con la giusta mentalità“.
Mentre il futuro della panchina amaranto resta un tema ancora tutto da scrivere, con Venturato che sottolinea l’entusiasmo per il lavoro iniziato e la bontà del gruppo attuale, il presente chiama all’appello per un ultimo sforzo. Senza pressioni ma con serietà, livornesi e granata sono pronti a dare l’ultimo calcio a un pallone di questo campionato, cercando di lasciare un’immagine positiva e chiudere, per quanto possibile, il cerchio con un sorriso.



