Morti sul lavoro, Franchi difende la Cgil: “Nessuna propaganda, guardiamo i numeri”

Il consigliere regionale del Pd interviene nel confronto con l’esponente di Fratelli d’Italia e richiama le criticità indicate dalla Cgil di Livorno

LIVORNO – Il confronto politico sulle morti sul lavoro prosegue con l’intervento di Alessandro Franchi, consigliere regionale e segretario provinciale del Partito Democratico, che prende posizione dopo le dichiarazioni della Cgil di Livorno e la successiva replica di Marcella Amadio.

Franchi difende l’intervento di Santini e Pallini della Cgil, sostenendo che abbia avuto “lo scopo e il merito di tornare a riflettere sulla grande tragedia italiana degli incidenti sul lavoro”, un tema particolarmente sentito, aggiunge, in una città come Livorno, segnata negli anni da gravi infortuni e vittime.

Il consigliere regionale contesta in particolare la lettura data da Amadio alle posizioni espresse dal sindacato. “Dispiace che la collega Amadio, invece di cogliere l’aspetto drammatico dei numeri, abbia letto nella posizione del sindacato livornese un mero attacco al governo nazionale”, afferma Franchi.

Nel suo intervento il segretario provinciale del Pd richiama i dati ufficiali dell’Inail per sostenere la necessità di mantenere l’attenzione sul fenomeno. Sul punto, tuttavia, i dati più recenti richiedono una precisazione: nei primi sette mesi del 2026 l’Inail registra un aumento del 4,9% delle denunce di infortunio in occasione di lavoro rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le denunce con esito mortale risultano in calo. I dati mensili sono inoltre provvisori e soggetti a consolidamento.

Franchi concentra comunque la propria critica sull’efficacia delle politiche adottate per la sicurezza. “Non vedo strumentalizzazioni né utilizzo dei dati per fare propaganda. Per questo credo che sia da condividere e rispettare l’intervento della Cgil di Livorno”.

Il consigliere regionale invita quindi a riportare il confronto sulle condizioni nelle quali si verificano gli incidenti e sulle misure necessarie per prevenirli. Tra i problemi richiamati, riprendendo le osservazioni di Santini e Pallini, indica subappalti, carenza di personale negli enti incaricati dei controlli, frammentazione delle responsabilità e compressione dei costi.

“La lotta per combattere questa piaga si fa tutti insieme, facendo squadra”, sostiene Franchi, secondo il quale la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere affrontata riconoscendo anche i limiti degli interventi messi in campo quando i risultati non risultano sufficienti.

Per il consigliere del Pd, il punto da cui ripartire deve essere il rafforzamento delle politiche di sicurezza e dei controlli, evitando che il tema diventi soltanto terreno di scontro politico.

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