LIVORNO – Quattro giorni di spettacoli, workshop intensivi, musica e dibattiti per esplorare l’universo espressivo e sociale del Medio Oriente e del Nord Africa. Dal 21 al 24 maggio, Livorno torna a ospitare il Meya Meya – Raqs Festival, giunto alla sua settima edizione. La manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti più originali nel panorama nazionale dedicati alle arti performative e ai linguaggi della cosiddetta area SWANA (South West Asia and North Africa).
L’evento è organizzato dal CESDI (Centro Servizi Donne Immigrate APS) con il supporto di una fitta rete di volontari e associazioni locali. Il programma si snoderà tra due spazi nevralgici della città: il Palazzo dei Portuali e il Cinema Teatro Salesiani, trasformando Livorno in un laboratorio di interazione culturale globale.
Il cuore didattico ed espressivo del festival si concentrerà al Palazzo dei Portuali, teatro di stage intensivi condotti da maestri e performer di rilievo internazionale. Il cartellone dei docenti vanta nomi di spicco: dal Libano arriverà il coreografo Bassam Abou Diab, dalla Turchia Azad Kaan, dalla Spagna Afrika Marco, dal Canada Melissa Gamal, dall’Algeria Zahra Bent Ammar e dall’Egitto il polistrumentista e danzatore Karim Nagi, da anni figura centrale della scena artistica negli Stati Uniti.
Il momento culminante della kermesse sarà il grande spettacolo di danza in programma sabato 23 maggio alle 20 sul palco del Cinema Teatro Salesiani. Accanto ai maestri del festival, la serata vedrà esibirsi interpreti provenienti da Kazakistan, Repubblica Ceca e Moldova, offrendo una panoramica variegata sul folklore e sulla danza contemporanea. I biglietti per la serata saranno acquistabili direttamente alla biglietteria del teatro prima dell’inizio dello show.
Il Meya Meya Festival non si limita alla dimensione artistica, ma si propone come piattaforma di riflessione geopolitica e sociale. Due i panel a ingresso gratuito previsti al Palazzo dei Portuali, entrambi moderati dal giornalista Lorenzo Bacci e dotati di traduzione simultanea dall’inglese. Giovedì 21 maggio alle 17, si terrà l’incontro Palestina e Libano: oltre i titoli dei giornali. Analisi, testimonianze e scenari contemporanei, con gli interventi di Alberto Mari dell’Associazione Culturale Livorno Palestina e la preziosa testimonianza diretta di Bassam Abou Diab, giunto per l’occasione direttamente da Beirut. Venerdì 22 maggio alle 17, sarà la volta della conferenza Culture in scena: danza, etica e responsabilità nelle pratiche artistiche contemporanee, un confronto a più voci tra la direttrice artistica del festival Nada Al Basha e gli artisti Karim Nagi e Melissa Gamal.
L’edizione 2026 della manifestazione vanta il patrocinio del Comune di Livorno, della Provincia e della Regione Toscana. Oltre al CESDI, l’organizzazione vede la collaborazione attiva di realtà come Mezza Luna Rossa Kurdistan, l’Associazione Georgiani Comunità Livorno, l’Associazione Pietro Napoli e Itinera Progetti e Ricerche.
Oltre al suo valore sociale, il festival si attesta come un efficace motore di turismo culturale. L’arrivo di centinaia di iscritti e appassionati da ogni parte del globo genererà infatti un significativo indotto per il sistema ricettivo livornese (coinvolgendo strutture come l’Hotel Granduca, l’Hotel Boston e l’Europa Parking). Il viaggio del Meya Meya, infine, non si esaurirà a Livorno: il prossimo 13 giugno è già in programma una coda ufficiale del festival con uno spettacolo speciale a Lorenzana, in provincia di Pisa.



