LIVORNO – Il primo soccorso all’Itis Galilei è diventato parte integrante della formazione didattica grazie alla conclusione del progetto Asso (A Scuola di Soccorso), promosso dalla Misericordia di Livorno. L’intervento ha coinvolto 17 classi quinte dell’istituto Galileo Galilei, portando oltre 400 studenti a seguire lezioni specifiche sul massaggio cardiaco e sull’utilizzo del defibrillatore semiautomatico.
L’attività, gestita dai volontari della Confraternita di via Verdi, si è articolata in moduli da due ore, equamente divisi tra teoria e pratica. Gli studenti hanno approfondito le procedure standard per la gestione dell’emergenza, a partire dalla corretta chiamata al numero unico 112 fino all’approccio fisico con il paziente. Ampio spazio è stato dedicato alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e di disostruzione, eseguite direttamente su manichini per simulare scenari reali.
L’inserimento del primo soccorso all’Itis Galilei risponde anche a una logica di inserimento professionale. Come spiegato da Manuel Storti, docente di Scienze Motorie e referente del progetto, il rilascio dell’attestato per l’uso del defibrillatore costituisce un requisito sempre più richiesto dalle aziende in fase di assunzione, rendendo il percorso formativo immediatamente spendibile nel mercato del lavoro.
La Misericordia di Livorno prosegue così una campagna di sensibilizzazione che ogni anno raggiunge migliaia di giovani sul territorio, partendo dai bambini delle scuole primarie fino ai ragazzi dell’ultimo anno delle superiori. L’obiettivo dichiarato dall’ente è quello di trasformare manovre tecniche in competenze diffuse, rimuovendo le barriere di timore o esitazione che spesso impediscono ai cittadini di intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi professionali.
Al termine del percorso, molti dei partecipanti hanno manifestato l’interesse a proseguire l’esperienza all’interno della struttura della Misericordia, scegliendo la strada del volontariato o del servizio civile. La diffusione del primo soccorso all’Itis Galilei chiude dunque un ciclo di formazione che mira a rafforzare la rete di sicurezza civica attraverso il coinvolgimento diretto delle nuove generazioni.



