LIVORNO – La lotta alla dipendenza da gioco varca i cancelli del carcere. Dopo aver inaugurato un punto di ascolto presso l’Ufficio Locale di Esecuzione Penale Esterna (Ulepe), l’Azienda Usl Toscana nord ovest compie un ulteriore passo in avanti sul fronte della prevenzione della ludopatia, portando il progetto Vinciamo insieme contro l’azzardo… 1, 2, 3, fate il nostro gioco direttamente all’interno della casa circondariale Le Sughere di Livorno.
L’iniziativa, nata dalla sinergia con i vertici dell’istituto penitenziario (in particolare con le direttrici Marcella Gori e Alessia Della Villa), si rivolge specificamente ai carcerati ospitati nelle sezioni di media e alta sicurezza.
Il programma, scattato a febbraio e programmato fino al mese di maggio del 2026, si articola in una serie di incontri formativi curati dalla rete degli enti attuatori, guidati dalla Cooperativa San Benedetto in collaborazione con l’Associazione Ceis Livorno Ets e Il Sestante Aps. Come sottolineato dalla direttrice del Serd livornese, Lucia Mancino, i moduli bimestrali sono pensati per sviscerare le molteplici ricadute negative della compulsione al gioco. Le sessioni affrontano infatti le inevitabili conseguenze sul piano economico, ma anche i profondi danni psicologici, cognitivi e relazionali che colpiscono chi cade in questa dipendenza. Gli appuntamenti sono strutturati per stimolare un confronto diretto, spingendo i partecipanti a un’analisi critica delle proprie scelte e del proprio vissuto personale.
Il fiore all’occhiello del progetto è rappresentato da una formula non convenzionale: il laboratorio intitolato Oltre il Tavolo Verde: Teatro per la Consapevolezza. Guidati da un’esperta esterna e da un’operatrice de Il Sestante Aps, i detenuti utilizzano le tecniche dell’improvvisazione teatrale e del gioco di ruolo per analizzare le dinamiche dell’azzardo. Sfruttando la narrazione, le emozioni e il linguaggio del corpo, l’attività permette di metabolizzare i meccanismi tossici della dipendenza e di sperimentare, in un ambiente protetto, nuovi modelli comportamentali.
L’azione di contrasto al gioco d’azzardo non si limiterà ai soli detenuti. Il progetto include infatti l’organizzazione di due eventi informativi allargati anche a tutto il personale che opera all’interno delle Sughere. Lo scopo è quello di fornire a tutti gli attori della vita carceraria gli strumenti adeguati per intercettare precocemente i campanelli d’allarme e prevenire situazioni critiche, confermando l’impegno della sanità pubblica verso l’inclusione sociale e la tutela dei contesti più vulnerabili.



