Giovani e vita notturna, a Leccia e Scopaia arriva il progetto di educazione di strada

Dal 6 novembre quattro operatori saranno presenti nei luoghi di ritrovo fino alle 2 di notte. L'obiettivo è favorire il dialogo tra ragazzi e residenti

LIVORNO – Quattro educatori nei luoghi di ritrovo dei giovani, dalle 23 alle 2 di notte, per ascoltare i ragazzi e comprendere le dinamiche della socializzazione serale. È questo l’obiettivo di “Urban Flow – Osservare, Relazionare, Attivare”, il progetto sperimentale di educazione di strada che prenderà il via venerdì 6 novembre nei quartieri Leccia e Scopaia e proseguirà fino a dicembre.

L’iniziativa, presentata il 28 ottobre a Palazzo Comunale, è promossa e finanziata dal Consiglio di Zona 4, con il supporto del Comune di Livorno, e sarà realizzata dall’associazione Cuore Liburnia Sociale. L’intento è conoscere più da vicino le abitudini e le esigenze dei giovani che frequentano gli spazi pubblici nelle ore notturne, cercando soluzioni che tengano conto sia del loro bisogno di socializzare sia della tranquillità dei residenti.

Tre educatrici e un educatore saranno presenti in due punti individuati come luoghi di aggregazione: il centro commerciale della Leccia e l’area accanto al campo di calcio della Scopaia. Il loro compito non sarà quello di controllare o sanzionare, ma di osservare, instaurare un rapporto di fiducia con i ragazzi e raccogliere elementi utili a comprendere eventuali situazioni di disagio o criticità.

Il progetto prevede una mappatura dei luoghi di ritrovo e un monitoraggio settimanale delle dinamiche osservate, con la possibilità di modificare le attività in base alle necessità emerse. È inoltre prevista una cabina di regia condivisa con l’amministrazione comunale e un sistema di individuazione precoce delle situazioni problematiche.

L’obiettivo è sperimentare un modello di sicurezza urbana basato sulla prevenzione e sul dialogo, anziché sul solo intervento delle forze dell’ordine. Se l’esperienza darà risultati positivi, il metodo potrà essere esteso anche ad altre zone della città.

“Apprezzo molto questo progetto che nasce come strumento di osservazione del fenomeno giovanile nei luoghi della socializzazione serale e notturna, con particolare attenzione ai due quartieri Leccia e Scopaia”, ha dichiarato il sindaco Luca Salvetti, ringraziando il Consiglio di Zona 4 per aver promosso e finanziato l’iniziativa.

La presidente del Consiglio di Zona 4, Rossella Porri, ha spiegato che il progetto nasce “dall’esigenza di ascoltare direttamente le istanze e le fragilità dei ragazzi che crescono in un contesto sociale precario”.

A illustrare il lavoro degli operatori è stata Assunta Astorino, presidente di Cuore Liburnia Sociale: “Questo progetto mira a coniugare il rispetto della quiete dei residenti con il bisogno di socializzazione dei ragazzi”. Gli educatori, ha precisato, avranno un ruolo di osservazione attiva e non giudicante, mentre gli incontri di monitoraggio serviranno ad adattare progressivamente gli interventi.

Anche il security manager del Comune, Giampaolo Dotto, ha sottolineato la volontà di evitare un approccio punitivo, privilegiando il confronto diretto con i giovani. “Si cerca di comprendere i segnali di sofferenza che emergono sempre più spesso nella popolazione giovanile”, ha spiegato.

Alla presentazione ha partecipato anche Donatella Ferrini, responsabile dell’ufficio comunale SegnalaLi.

La sperimentazione durerà circa due mesi e servirà a valutare se la presenza degli educatori nei luoghi di aggregazione possa contribuire a migliorare la convivenza negli spazi pubblici, offrendo al Comune nuovi strumenti per affrontare le criticità legate alla vita notturna dei quartieri.

© Riproduzione riservata

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