Commerciante aggredito alle spalle mentre chiude il locale: trentenne arrestato per tentato omicidio

Riconosciuto dal tatuaggio e dalla corporatura dopo le segnalazioni di alcuni residenti. Con un fendente ha procurato la frattura di tibia e perone

LIVORNO – Commerciante aggredito alle spalle mentre chiude il locale: trentenne arrestato per tentato omicidio.

Un trentenne è stato arrestato dalla polizia di Livorno in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale labronico, su richiesta della locale procura, con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo è ritenuto il presunto responsabile della spietata aggressione avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre scorsi ai danni di un commerciante di 42 anni, aggredito all’uscita dal proprio negozio.

La vittima era stata soccorsa dagli agenti delle volanti e dai sanitari del 118 mentre giaceva a terra in gravissime condizioni, sanguinante alla testa e alla gamba destra. Le indagini lampo condotte dalla squadra mobile, sotto la direzione della procura di Livorno, hanno permesso di far luce sull’episodio nel giro di pochi giorni. Decisive per le prime fasi investigative si sono rivelate le segnalazioni dei residenti della zona che, svegliati dal rumore di vetri infranti, avevano filmato con lo smartphone i momenti successivi all’aggressione, riprendendo l’aggressore mentre si allontanava dal corpo inerme della vittima.

Sfruttando l’abbigliamento vistoso del ferito — una t-shirt a righe bianche e verdi — i poliziotti hanno analizzato minuziosamente i filmati delle telecamere della videosorveglianza cittadina. L’incrocio dei fotogrammi ha consentito di isolare la figura del presunto responsabile, caratterizzato da una corporatura ben definita e da un vistoso tatuaggio, e di ricostruire la sua fuga verso la stazione ferroviaria, preceduta da un temporaneo e inquietante ritorno sul luogo del delitto.

Una volta superato lo stato di shock e il pericolo di vita, il 42enne ha riconosciuto il trentenne e ha fornito agli investigatori il movente del brutale gesto: il rifiuto di vendergli una bottiglia di birra poiché l’uomo si presentava già in evidente stato di alterazione alcolica. A quel punto il trentenne, spezzata una bottiglia di vetro, avrebbe atteso la chiusura dell’esercizio per poi scagliarsi contro l’esercente, colpendolo con violenza alla testa, infierendo alla tempia con un oggetto appuntito e sferrandogli infine una profonda coltellata alla gamba destra. Un fendente sferrato con tale forza da provocare la frattura di tibia e perone, un’azione che secondo il Gip era chiaramente diretta a cagionare la morte dell’uomo, evitato solo grazie al tempestivo arrivo dei soccorsi. Ad aggravare il quadro, la decisione dell’aggressore di tornare sui suoi passi poco dopo per inveire e minacciare ulteriormente di morte la vittima riversa a terra prima di sparire.

Durante la perquisizione eseguita nell’abitazione dell’indagato al momento dell’arresto, gli uomini della Squadra Mobile hanno rinvenuto gli indumenti indossati la notte dell’aggressione e un coltello con una lama da 51,5 centimetri, ritenuto compatibile con le lesioni riportate dalla vittima. Il trentenne è stato trasferito in carcere in attesa degli sviluppi del procedimento penale.

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