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Nonnamaxxing, perché la Gen Z vuole vivere come le nonne italiane

È domenica mattina. Sei nella casa al mare di tua nonna, in Cilento. Tu, ventenne in vacanza e reduce da una notte che sembrava non finire mai, ti svegli con i bassi della discoteca ancora incastrati nelle orecchie e la nausea dell’ultimo drink che ti accompagna come un souvenir indesiderato. Ti trascini verso la cucina convinto che il mondo intero stia affrontando il tuo stesso hangover. Ma appena apri la porta, capisci subito che qui il tempo scorre in un altro modo.

Nonna Olga è sveglia da ore. All’alba era già fuori a innaffiare l’orto, a dare da mangiare alle galline, a raccogliere le uova fresche con la stessa naturalezza con cui tu scegli una playlist. Ora si muove lenta ma sicura tra i fornelli, mentre prepara la colazione per nonno Mario. Nessuna sveglia, nessuna notifica, nessuna corsa: solo gesti antichi che si ripetono da decenni, uguali e perfetti.

E mentre tu cerchi un bicchiere d’acqua per rimetterti in piedi, un odore familiare ti investe come un richiamo ancestrale: ragù. Per Olga è semplicemente la vita di sempre; per la Generazione Z, abituata a vivere attraverso uno schermo retroilluminato e in corsa perenne, è diventata la nuova frontiera del benessere. È qui, tra il tuo mal di testa e la sua serenità millenaria, che nasce il fenomeno del Nonnamaxxing: la ribellione più tenera e radicale del nostro tempo.

La vita lenta: cos’è “Nonnamaxxing”

Nato tra le pieghe di TikTok, il termine descrive il desiderio della Generazione Z (tra i 14 e i 29 anni) di “massimizzare” la propria vita adottando le abitudini tipiche delle anziane italiane: cucinare piatti fatti in casa, camminare per il paese, vestire abiti comodi in cotone e cuciti a mano e riscoprire il valore del “dolce far niente”. Per una generazione esausta dalla pressione costante di essere sempre connessi e produttivi, la casa della nonna non è più solo un rifugio affettivo, ma un modello di rivoluzione etica e mentale. Fare l’uncinetto o curare il giardino diventano atti di cura verso se stessi, un modo per rallentare, fermarsi a riflettere.

@nourishedbyynatureYour grandparents were doing it right. Walking everywhere. Lots of sunlight. Home cooked meals. Fresh and local ingredients. Eating what the land provides. Stress free. Swimming in the ocean. Spending time with family and friends. Taking care of the family. Tending to a garden. Going to sleep early and waking up early. (Sleeping and rising with the sun) Your great grandparents didn’t need to biohack or take any supplements. They just lived according to their biology.♬ original sound – nourishedbyynature

L’Italia dei centenari: i numeri del primato

Ma dietro la tendenza social si nasconde una realtà demografica solida e documentata che vede l’Italia come un laboratorio mondiale di longevità. Secondo i dati del rapporto Istat “Centenari 2025”, al 1° gennaio 2025 i residenti in Italia con almeno cento anni sono 23.548, un numero che è più che raddoppiato rispetto ai 10.158 del 2009. E se si parla di nonne, al femminile appunto, è anche perché la longevità italiana ha un volto marcatamente femminile: l’82,6% dei centenari è rappresentato da donne. Se guardiamo ai “semi-supercentenari” (chi ha superato i 105 anni), la quota rosa sale addirittura al 90,7%.

Attualmente, la decana d’Italia vive proprio in Campania e si appresta a festeggiare 115 anni, Ma è la provincia di Isernia a detenere il record per la più alta concentrazione di centenari (78,7 ogni 100mila abitanti), mentre Nuoro, nel cuore della celebre “Blue Zone” sarda, vanta la quota più elevata di over-105enni. È significativo notare che il 91% dei supercentenari vive ancora in famiglia, a testimonianza di come l’ambiente domestico e l’affetto siano protezioni cruciali per la salute.

La scienza della longevità: il Metodo Cilento

Questa saggezza millenaria trova oggi una conferma medica nel cosiddetto Metodo Cilento, uno stile di vita che ha permesso a molte donne di quest’area della Campania, in provincia di Salerno, di raggiungere i 92 anni, superando ampiamente la media europea. Secondo i ricercatori, la chiave del successo di questi centenari risiede in cinque pilastri: equilibrio, movimento, natura, comunità e prevenzione. Il metodo non è solo una dieta, ma un ritorno alla nostra “radice biologica”: svegliarsi presto seguendo i ritmi del sole, vivere all’aria aperta e praticare almeno 20 minuti di camminata rapida al giorno per proteggere il sistema cardiovascolare.  In questo contesto, la bellezza della natura non è solo estetica, ma funge da nutrimento per la psiche, riducendo lo stress che incide profondamente sulla salute fisica. Ecco, in sintesi, i segreti della longevità:

  • Equilibrio: è necessario trovare una stabilità tra corpo e mente. Lo stress e i ritmi frenetici della modernità, soprattutto nei grandi centri urbani, incidono profondamente sulla salute; ritagliarsi momenti di silenzio e relax è essenziale per il benessere mentale.
  • Movimento: l’organismo umano è “nato per camminare”. La pratica di almeno 20 minuti di camminata rapida al giorno è uno dei farmaci più efficaci: aiuta il metabolismo, combatte l’obesità e protegge il sistema cardiovascolare, riducendo il rischio di malattie dal 19% al 30%.
  • Natura: il contatto con la luce, i colori, il mare e gli spazi aperti migliora il benessere psicofisico. Vivere troppo chiusi in ambienti artificiali ci allontana dalla nostra radice biologica; la psiche, invece, ha bisogno di alimentarsi di bellezza.
  • Comunità: la condivisione e le relazioni umane sono fondamentali per la salute mentale; le nonne italiane, restando connesse ai vicini e alla famiglia, evitano la solitudine e mantengono uno scopo per se e per gli altri.
  • Prevenzione: la vera sfida del futuro è educare a vivere bene prima ancora di dover curare una malattia. Questo include un’alimentazione sana e semplice, basata su prodotti a chilometro zero come l’olio extravergine d’oliva (ricco di vitamina E), pesce azzurro, legumi e verdure di stagione.

Una sfida per il futuro

E così, mentre i giovani scambiano ricette di lasagne fatte in casa su TikTok o riscoprono il piacere di curare una pianta di basilico sul balcone, il “Nonnamaxxing” ci ricorda che la vera connessione non è il Wi-Fi, ma quella con la terra e con il presente. La felicità, come suggeriscono le storie di queste donne straordinarie, non è una meta lontana, ma un piccolo seme che cresce nel terreno della lentezza.

La prossima domenica, invece di ordinare cibo a domicilio, provate a invertire il cerchio di cura: raggiungete i vostri nonni, cucinate voi per loro. Perché in un mondo che ci chiede di essere macchine, scegliere di essere “nonne” è forse l’atto di ribellione più tenero, potente e, dati Istat alla mano, salutare che si possa compiere.

Giovani

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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