Ancora dubbi sul futuro del polo siderurgico di Piombino: Metinvest valuta l’ingresso di partner industriali

Termine di otto settimane per valutare le diverse opzioni. La Regione dal canto suo chiede di accelerare i tempi

PIOMBINO – Svolta e nuovi interrogativi sul futuro del polo siderurgico di Piombino al termine del vertice convocato al Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit).

Nel corso dell’incontro, incentrato sulla salvaguardia occupazionale e sullo stato degli impianti, Metinvest ha comunicato di aver “avviato interlocuzioni per l’ingresso di partner industriali e finanziari nel progetto di Piombino, pur confermando la volontà di proseguire le attività di progettazione e il percorso autorizzativo per la nuova acciaieria”. L’azienda ha motivato la decisione spiegando che “le conseguenze dell’invasione russa sugli impianti del gruppo in Ucraina impediscono infatti, in questa fase, di guidare un progetto di tale portata”, indicando tuttavia “un termine massimo di otto settimane per valutare le diverse opzioni e assumere una decisione”.

La rimodulazione dell’impegno del gruppo – emersa nei giorni scorsi con la scelta del cda di ridurre la propria partecipazione all’investimento a un massimo del 15 per cento rispetto al 75 per cento pattuito in origine – ha inevitabilmente dominato il confronto, originariamente pensato per il monitoraggio dell’accordo quadro. Dal canto suo, il ministero ha ribadito il pieno sostegno al rilancio della siderurgia piombinese, che unisce il progetto della nuova acciaieria alle strategie di investimento di JSW.

Dalla Regione Toscana è arrivata una richiesta ferma di accelerare i passaggi istituzionali e procedurali. Il presidente Eugenio Giani ha voluto fare chiarezza sul nodo legato alla mancata espressione del parere regionale propedeutico alla nomina del commissario per il progetto Metinvest, sottolineando che “l’accordo politico raggiunto quest’estate tra ministro, presidente della Regione e Sindaco di Piombino prevedeva la contestualità delle due nomine, ivi compresa quindi il commissario per i lavori del porto di Piombino, e quindi la convocazione di un incontro a Roma al quale come presidente della Regione avrei ovviamente portato anche il parere favorevole della Regione2. Giani ha aggiunto che “quell’incontro non è mai avvenuto, mentre le esigenze di dare continuità alle opere nel porto sono ormai indifferibili ed iniziano a configurare delle responsabilità politiche”.

A portare la voce della giunta a Roma sono stati il consigliere per il lavoro e le crisi aziendali Valerio Fabiani e il direttore della competitività territoriale Paolo Tedeschi, affiancati dai tecnici regionali. Nel suo intervento,Fabiani ha invitato a non congelare le attività in attesa dell’esito dello scouting di Metinvest per nuovi investitori, sollecitando l’avvio delle azioni già pianificate: “Il progetto per Piombino resta di ordine strategico per la Toscana e l’Italia per quanto riguarda la produzione dell’acciaio, ancora di più alla luce delle notizie arrivate da Taranto; occorre valutare l’opportunità dell’intervento diretto dello Stato nella governance, così da accompagnare gli investitori privati, che servirebbe sia a salvaguardare le ingenti risorse pubbliche rese disponibili e anche a garanzia del progetto”.

La Regione ha inoltre rivendicato la rapidità con cui ha completato gli adempimenti tecnici, licenziando il decreto di non assoggettabilità alla Via che rende di fatto cantierabile il progetto per l’attrazione di nuovi capitali privati, e ha confermato la disponibilità a sostenere tutti i percorsi formativi necessari per i lavoratori.

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