Promette la restituzione di un motorino rubato in cambio di 300 euro: arrestata per estorsione

Fallisce per l'intervento dei carabinieri il colpo del 'cavallo di ritorno': la responsabile è stata fermata in flagranza

LIVORNO – Promette la restituzione di un motorino rubato in cambio di 300 euro: arrestata per estorsione.

I carabinieri della compagnia di Livorno hanno incrementato i servizi esterni anche in orario notturno, mediante l’impiego di diverse pattuglie delle dipendenti stazioni, nonché con il supporto del locale Nucleo operativo e radiomobile, nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di controllo del territorio finalizzati alla vigilanza delle principali vie di comunicazione e delle aree sensibili, in ottica anti degrado ed in particolare di prevenzione dei reati di strada per il contrasto della microcriminalità e anche del monitoraggio dei fenomeni nelle aree di aggregazione al fine di prevenire condotte violente.

In particolare, i servizi esterni dell’Arma di Livorno hanno interessato i quartieri Shangai e Corea, le zone centrali delle piazze Mazzini, della Repubblica e Garibaldi nonché le arterie limitrofe alla via del Larderel ed alla piazza della Stazione. All’esito di tali attività, nel corso della scorsa notte, proprio i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno, congiuntamente a quelli della stazione carabinieri Livorno Centro, hanno tratto in arresto una 35enne livornese, per estorsione ai danni di un soggetto di origine albanese. Il tutto sarebbe scaturito nel corso della serata, allorquando la vittima si sarebbe presentata alla stazione dei carabinieri adducendo di esser in contatto con una donna che sosteneva di potergli restituire il suo motorino, oggetto di un furto commesso nella stessa giornata, dietro un pagamento di 300 euro in contanti. La dinamica sopra descritta, che si è presentata ai militari operanti, corrisponde esattamente a quella del cosiddetto ‘cavallo di ritorno’ (o cavallino di ritorno), una forma di estorsione molto diffusa, il cui schema tipico, in sintesi, si sviluppa come segue: furto iniziale, viene rubato un bene (molto spesso un’auto, un motociclo, ma anche documenti o dispositivi elettronici); contatto, i malviventi (o un intermediario) prendono contatto con la vittima del furto; ricatto estorsivo (l’estorsione), viene chiesta una somma di denaro come “riscatto” per poter riavere indietro il bene sottratto, ed in questo caso, se la vittima paga, le viene solitamente indicato il luogo in cui ritrovare il mezzo, mentre se non paga il bene viene definitivamente riciclato, smontato per venderne i pezzi o distrutto.

I carabinieri di Livorno, hanno tempestivamente organizzato una complessa e articolata attività tesa a contrastare l’azione criminosa, con il fine ultimo di trarre in arresto in flagranza di reato la donna sospettata, nonché la restituzione del veicolo rubato. In particolare, i militari hanno monitorato lo scambio in cui è avvenuta proprio la cessione di denaro, e sono riusciti ad intervenire bloccando la sospettata nella flagranza di reato.

In seguito, pertanto, d’intesa con l’autorità Ggudiziaria hanno proceduto all’arresto della stessa per estorsione. Questa mattina l’arresto è stato convalidato nel corso dell’udienza di fronte al Gip del Tribunale, che ha disposto a carico dell’indagata la misura cautelare degli arresti domiciliari.

 

 

 

 

 

 

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