FIRENZE – È accusato di usura, estorsione, truffa e altri reati: sequestrate abitazioni e terreni per 7 milioni di euro in provincia di Livorno.
I finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico) del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze, in collaborazione con i reparti del corpo del comando provinciale di Livorno, sotto il coordinamento della procura di Livorno, hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del tribunale di Firenze, su proposta della stessa procura, con cui è stata disposta la confisca di un consistente patrimonio immobiliare e finanziario, del valore di circa 13 milioni di euro, riconducibile ad un soggetto di origine calabrese ritenuto ‘socialmente pericoloso’ trasferitosi in Toscana a partire dagli anni Settante.
In particolare, è stata disposta la confisca di un ingente numero di unità immobiliari (73 unità catastali), tra abitazioni, terreni, fondi commerciali, ubicate in provincia di Livorno (nei comuni di Cecina, Bibbona, Castagneto Carducci, Piombino, Suvereto, Rosignano Marittimo, San Vincenzo e Campiglia Marittima) per un valore complessivo stimato di circa 7 milioni di euro, nonché, al termine di una procedura di cooperazione internazionale svolta con il supporto di Eurojust, di cospicue disponibilità finanziarie per circa 6 milioni di euro (di cui oltre 5,3 milioni di euro depositate presso conti correnti in Liechtenstein).
Alla base della confisca di prevenzione eseguita i presupposti essenziali: il ‘profilo soggettivo’, ossia la pericolosità sociale del proposto, alla luce del consolida-to comportamento illecito persistente nel tempo (dal 1974 al 2017), trattandosi di persona sottoposta a diversi procedimenti penali e condanne tra Italia (Calabria e Toscana) e San Marino per usura, estorsione, truffa, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione, falsificazione di monete, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata, detenzione e porto abusivo d’armi; la ‘perimetrazione cronologica’, ovvero la correlazione temporale tra il periodo in cui si è manifestata la pericolosità sociale del soggetto e il momento dell’acquisto dei beni o della formazione del patrimonio da sottoporre alla misura ablativa; il ‘profilo oggettivo’, che ha consentito l’accumulazione di ingenti risorse economiche idonee a sostenere un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dallo stesso ‘prevenuto’ e dal suo nucleo familiare.
L’odierna confisca di prevenzione – che si fonda sul binomio pericolosità/sproporzione e su un’attenta e capillare ricostruzione effettuata dai finanzieri attraverso investigazioni di natura economico-finanziaria – costituisce puntuale riscontro rispetto ai precedenti sequestri operati dalle stesse Fiamme Gialle e ha permesso di mettere in evidenza al tribunale della prevenzione di Firenze una pluralità di elementi di novità (la reale situazione reddituale del ‘proposto’, i flussi economici, le sue disponibilità finanziarie, parte delle quali risultate derivanti da evasione fiscale e da violazioni alla normativa antiriciclaggio) ‘aggredendo’ ingenti disponibilità patrimoniali.
L’attività di servizio testimonia la cifra identitaria della Guardia di finanza, volta all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati dalla criminalità economico-finanziaria, sia in Italia che all’estero, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e favorire la libera concorrenza, con l’intento di ripristinare adeguati livelli di legalità e tutelare la sana imprenditoria assicurando la trasparenza e la sicurezza pubblica.


