LIVORNO – Oltre trecento delegati, rappresentanti territoriali e militanti si sono dati appuntamento nella cornice della Fortezza Nuova di Livorno per partecipare all’Assemblea regionale delle Leghe dello Spi Cgil Toscana a Livorno. L’iniziativa, intitolata Difendere il territorio. Costruire prossimità, ha rappresentato un momento fondamentale di confronto sulle trasformazioni demografiche in corso nella regione e sul ruolo strategico che il sindacato dei pensionati è chiamato a svolgere per garantire tutela, diritti e coesione sociale.
In un contesto regionale caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un incremento delle esigenze legate all’assistenza, la rete delle Leghe si propone come presidio essenziale, specialmente nelle aree interne dove il ridimensionamento dei servizi pubblici rischia di accentuare le disuguaglianze e l’isolamento dei cittadini più fragili.
Nel corso del suo intervento, il segretario generale dello Spi Cgil Toscana, Alessio Gramolati, ha sottolineato il valore politico e sociale della presenza sul territorio: “Non basta avere uno spazio, e lo Spi è presente in tutti i 273 Comuni toscani con oltre 300 sedi territoriali, bisogna che quello spazio diventi un luogo. Un luogo vivo, aperto, capace di ascoltare le persone, orientarle e accompagnarle nella tutela dei loro diritti. È questa l’idea di prossimità che vogliamo costruire: una rete ancora più forte di presìdi sociali, soprattutto nei territori dove negli anni sono venuti meno servizi essenziali e occasioni di relazione. Investire su questa rete significa investire nella coesione sociale e nella qualità della nostra democrazia”.
Uno dei momenti centrali della giornata è stato la presentazione del rapporto “Percorsi di attività dopo la pensione. I risultati di una ricerca in Toscana”, promosso dallo Spi Cgil Toscana e realizzato dai ricercatori dell’Università di Firenze Annalisa Tonarelli, Dario Raspanti ed Emanuele De Girolamo. Lo studio offre una mappa dettagliata sulle condizioni di vita dei pensionati toscani, mettendo in luce come il passaggio al pensionamento non sia un’esperienza omogenea, ma rifletta le disuguaglianze accumulate durante il percorso lavorativo.
Commentando i dati emersi, Gramolati ha evidenziato come la scelta di restare attivi, dedicarsi al volontariato o rimanere inattivi sia strettamente correlata alle opportunità personali e sociali: “Chi avrebbe più bisogno di restare attivo è spesso chi incontra le maggiori difficoltà. Per questo il tema richiede politiche che garantiscano lavoro di qualità, formazione continua e reti di sostegno lungo tutto l’arco della vita. La sfida demografica si vince riducendo le disuguaglianze”.
L’assemblea, aperta dai saluti del segretario generale dello Spi Cgil Livorno, Giuseppe Bartoletti, e dell’assessore al lavoro del Comune di Livorno, Federico Mirabelli, ha dato spazio anche al dibattito sul futuro della tutela sociale. Quattro rappresentanti delle strutture territoriali si sono confrontati con il segretario organizzativo nazionale Stefano Landini sui temi dell’impatto dell’intelligenza artificiale e della transizione demografica sul welfare e sulla qualità della vita degli anziani.
A margine dei lavori si è tenuta la premiazione simbolica di dieci volontari in rappresentanza della rete regionale, riconosciuti per l’impegno profuso nella raccolta firme a sostegno delle proposte di legge d’iniziativa popolare promosse dalla Cgil in materia di sanità pubblica e regolamentazione degli appalti.


