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Assalto di pannelli in Val di Cornia: Suvereto si ribella agli espropri della “transizione affarista”

Assemblea pubblica contro la proliferazione selvaggia degli impianti. Sindaci, comitati e agricoltori uniti

SUVERETO –  L’assemblea pubblica di Suvereto sulle energie rinnovabili si è trasformata in una protesta corale di sindaci, associazioni e cittadini della Val di Cornia. L’incontro è nato dopo l’arrivo degli avvisi di esproprio per un maxi impianto di accumulo a batterie (BESS), che ha svelato un territorio ormai assediato da progetti speculativi.

Ad aprire il dibattito è stata la sindaca di Suvereto, Jessica Pasquini, che ha ricostruito il caos normativo seguito al decreto del 2021. Con la Regione Toscana in procinto di varare la legge sulle “aree idonee”, il rischio concreto è la totale deregolamentazione: l’iter semplificato nelle zone idonee non escluderà infatti la possibilità per i privati di proporre mega-impianti ovunque, calpestando le pianificazioni comunali. Pasquini, insieme alla sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati, ha denunciato il muro trovato a Firenze: “Negli ultimi mesi abbiamo cercato un dialogo con la Regione per tutelare la Val di Cornia, una delle zone più colpite dai proponenti, ma abbiamo trovato pochissima comprensione dalle istituzioni regionali. Siamo seriamente preoccupate”.

Il fronte del “no” si allarga oltre i confini della Val di Cornia. Sandra Scarpellini, sindaca di Castagneto Carducci e presidente della Provincia di Livorno, ha espresso totale vicinanza a Suvereto, Campiglia e San Vincenzo, svelando che anche il suo territorio è sotto attacco per un massiccio elettrodotto aereo ad alta tensione da Rosignano a Suvereto, il cui tracciato minaccia di sfregiare lo storico Viale dei Cipressi di Bolgheri. Il sindaco di San Vincenzo, Paolo Riccucci, ha rincarato la dose: “Se la Val di Cornia viene trasfigurata dai pannelli, il collasso del turismo colpirà anche San Vincenzo. Chi visita questi luoghi apprezza l’integrità dell’intero territorio, non i singoli confini comunali”.

L’assessore all’energia di Suvereto, Marco Toninelli, ha mostrato le mappe dei progetti in corso di valutazione di impatto ambientale, delineando un quadro impiantistico ritenuto “catastrofico” per la tenuta dei terreni. Una minaccia che per l’agricoltore Riccardo Guadagnini è già realtà: è lui la prova vivente del meccanismo degli espropri coatti, che sottrarranno ettari di terra fertile alla sua azienda agricola per far spazio a una sottostazione elettrica cementificata.

Durante il dibattito sono emersi chiaramente i danni tecnici ed economici di questa invasione di pannelli. Sul fronte della sicurezza, il presidente del Consorzio di Bonifica, Filippi, ha lanciato l’allarme sul rischio idrogeologico: “A Bocca di Cornia, vicino al mega impianto da 60 ettari, i residenti subiscono già frequenti allagamenti a causa del terreno impermeabilizzato dai cantieri”. Forte anche il no del settore agricolo. Massimo Carlotti presidente di Terre dell’Etruria, ha spiegato che la cooperativa ha rifiutato di vendere i campi, scegliendo di mettere i pannelli solo sui tetti dei fabbricati. Un allarme condiviso da Daniele Petricci, presidente del Consorzio Suvereto e Val di Cornia, che ha ricordato come questi impianti industriali danneggino l’agriturismo, le degustazioni e l’enoturismo della vallata.

Sotto accusa è finito il decreto Draghi, che ha equiparato gli impianti energetici privati a opere di “pubblica utilità”, permettendo a holding finanziarie con sede in Lussemburgo di utilizzare la forza pubblica dello Stato italiano per espropriare i coltivatori locali. “Il vero problema si chiama Terna S.p.A. – ha tuonato il portavoce del comitato Terre di Val di Cornia –. È da lì che nascono gli appetiti dei privati, tra il cavidotto Sacoie, il T-Link dalla Tunisia e l’eolico offshore di Gorgona che scaricherà i cavi a Suvereto. Bisogna fermare l’espansione di Terna o divorerà la valle”.

Mentre Donatella Murtas ha garantito il pieno appoggio della neonata sezione di Italia Nostra Val di Cornia, il Comitato ha annunciato la presentazione delle osservazioni entro i 30 giorni previsti e si è detto pronto a finanziare le battaglie legali e i ricorsi giudiziari a tutela di tutti i proprietari terrieri espropriati.

© Riproduzione riservata

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