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venerdì 20 Febbraio 2026
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Ranieri, Mandragora e Piccoli firmano lo 0-3 della Fiorentina in Polonia

FIRENZE – La trasferta in terra polacca consegna alla Fiorentina una vittoria netta contro lo Jagiellonia Bialystok. Più che il margine nel punteggio, ad emergere dall’analisi dell’incontro è la precisa fisionomia tattica del successo toscano: un’affermazione costruita interamente attraverso la gestione clinica delle situazioni a gioco fermo, risposta necessaria a un primo tempo segnato da profondo attrito a centrocampo.

Per scardinare il blocco difensivo locale, la formazione ospite ha dovuto correggere in corsa le proprie traiettorie offensive. La prima frazione si è infatti configurata come un esercizio di pazienza tattica e di contrasto fisico. Di fronte a uno Jagiellonia dalla postura estremamente conservativa (un solo tentativo aereo fuori bersaglio registrato da Mazurek nei primi 45 minuti), la Fiorentina ha inizialmente cercato di aggirare l’ostacolo insistendo sullo sviluppo sulle corsie esterne. Le sistematiche ricerche del cross hanno prodotto le incursioni aeree di Robin Gosens e gli inserimenti di Giovanni Fabbian, unico ad impegnare l’estremo difensore avversario con due conclusioni nello specchio allo scadere del tempo. Un volume di gioco offensivo tuttavia sterile, costantemente spezzettato da falli strategici utili a stroncare le transizioni in campo aperto, come testimoniano le sanzioni disciplinari a carico di Jacopo Fazzini e Rolando Mandragora.

Il punto di svolta, capace di alterare in via definitiva l’inerzia della gara, si è materializzato nella ripresa, certificando il peso specifico della palla inattiva. Al 53′, un’esecuzione dalla bandierina di Fazzini ha trovato la deviazione aerea vincente di Luca Ranieri, costringendo la formazione polacca ad abbandonare il proprio piano attendista.

Proprio lo svantaggio ha generato un’improvvisa anomalia nel flusso della partita, provocando l’unica reale fase di pressione locale. In una finestra di pochi minuti, la retroguardia toscana ha rischiato di cedere sui legni colpiti in rapida successione da Jesús Imaz dall’interno dell’area e da Bartlomiej Wdowik su calcio di punizione diretto, ai quali si sono sommati i tentativi ravvicinati di Bazdar. Una reattività asimmetrica e tardiva da parte dei padroni di casa, priva della necessaria precisione terminale.

Sopravvissuta all’urto, la Fiorentina ha immediatamente ripreso il controllo fisico del possesso, chiudendo la pratica con freddezza istituzionale. Al 65′, Mandragora ha trasformato un calcio di punizione diretto infilando la sfera sotto la traversa per lo 0-2. La gestione ordinata dell’ultimo quarto di gara ha infine propiziato il tris definitivo: fallo in area di Drachal ai danni di Roberto Piccoli, che all’81′ si è incaricato di convertire con successo la massima punizione.

Il bilancio della gara restituisce l’immagine di una squadra capace di assorbire la frammentazione tattica imposta dagli avversari, compensando le difficoltà di manovra palla a terra del primo tempo con una spietata lucidità negli episodi statici. Un 0-3 che archivia la trasferta europea all’insegna della massima efficienza.

Il tabellino

JAGIELLONIA (4-4-2): Abramowicz; Wdowik, Pelmard, B. Vital, Wojtuszek; Pozo, Mazurek (91′ Kozolowski), Flach (62′ Drachal), Jozwiak (69′ Rallis); Bazdar (91′ Bazdar), Imaz. All. Siemieniec.
FIORENTINA
(4-3-3): Lezzerini; Fortini, Comuzzo, Ranieri (69′ Pongracic), Gosens; Fabbian, Mandragora, Ndour (84′ Balbo); Harrison (69′ Parisi), Piccoli, Fazzini. All. Vanoli.
RETI: 53′ Ranieri (F), 66′ Mandragora (F), 81′ Piccoli (F).
NOTE: Ammoniti: Fazzini (F), Mandragora (F), Lezzerini (F), Wdowik (J).

Davide Caruso

© Riproduzione riservata

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