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Hiljemark post Lazio-Pisa: “Ho un contratto e voglio restare al Pisa. Ora stacchiamo, poi si programma”

ROMA – Si chiude con l’ennesima amarezza il campionato del Pisa, che allo Stadio Olimpico incassa la nona sconfitta di fila, arrendendosi per 2-1 alla Lazio. Nonostante un buon avvio e l’illusorio vantaggio firmato da Moreo di testa al 23′, i nerazzurri subiscono la rimonta biancoceleste nel giro di soli due minuti, travolti dalle reti di Dele-Bashiru al 33′ e di Pedro al 35′. Nella ripresa, a nulla servono i tentativi finali di Piccinini e Bozhinov per agguantare il pareggio, con il portiere Semper decisivo in più occasioni nel limitare il passivo. Un KO che certifica la fine di una stagione decisamente da dimenticare per la formazione toscana. Di seguito le dichiarazioni.

Le dichiarazioni di Oscar Hiljemark

“Guardando alla partita c’è da dire che il nostro inizio è stato ottimo. Siamo passati in vantaggio e abbiamo avuto l’occasione per fare il due a zero, ma non ci siamo riusciti. Purtroppo poi la partita è finita in un altro modo. Noi abbiamo provato in tutte le maniere a portarla a casa: i ragazzi ci hanno provato, abbiamo tentato con tutti i moduli, ma i risultati sperati non sono arrivati, e questo è un dato di fatto. Per quanto riguarda me e la situazione legata al mio futuro, io ho ancora un contratto per il prossimo anno, e la mia intenzione e volontà è proprio quella di fare un altro anno qui col Pisa. Come dico sempre, io faccio questo mestiere da quando ero giovane e di stagioni e di ragazzi ne ho visti passare tanti. Adesso la cosa più importante è prenderci tutti una pausa per le vacanze, staccare un attimo. Poi, quando sarà il momento di ricominciare, ci siederemo e programmeremo la nuova stagione. Per quanto riguarda la Nazionale, la classifica e la situazione generale, sicuramente si deve provare a risollevare l’ambiente in tutti i modi. Al momento i risultati faticano ad arrivare proprio a causa dei tanti problemi che ci sono sul tavolo. Se parliamo del calcio italiano in generale, posso dire che sicuramente è cambiato parecchio rispetto a quando giocavo io qui sette anni fa. Le dinamiche oggi sono diverse sotto vari aspetti, anche se non saprei indicare o analizzare nel dettaglio tutte le grandi differenze. Per quanto riguarda Touré e Tramoni, ci sono state sicuramente delle precise scelte tecniche da parte dell’allenatore. Touré è stato impiegato in un ruolo più difensivo, ma in questo momento ci sono altri compagni che stanno facendo grandi prestazioni e stanno facendo molto bene in campo, meritandosi lo spazio. Ho valutato diverse cose in questo ultimo passaggio della stagione. Tramoni ha giocato un po’ di più in questo finale rispetto a Touré, ma ci tengo a ricordare che Touré all’inizio aveva giocato titolare anche con me. Parliamo di due ragazzi e di due giocatori con caratteristiche molto diverse tra loro; le decisioni su chi mandare in campo fanno semplicemente parte del mio modo di pensare tecnico e delle valutazioni che faccio durante la settimana. Leris è da valutare”.

Le dichiarazioni di Moreo

“Alla fine il discorso ricade sempre al solito punto. Per quanto riguarda questa serie di sconfitte, è un momento complicatissimo da analizzare e da vivere. Ormai si è creato un netto distacco, e in questa fase c’è bisogno di fermarsi a riflettere. Sinceramente, in questo momento c’è solo bisogno di staccare un attimo, anche perché, arrivati a questo punto della stagione, fisicamente e mentalmente siamo davvero stremati. In questo momento sento solo che abbiamo un bisogno vitale di staccare la spina e recuperare le energie. Questa stagione ci ha messo a dura prova. Aver subito tutte queste sconfitte è stato un colpo pesante, veramente. Noi ci abbiamo provato, abbiamo versato gocce di sudore lottando fino alla fine, ma quando dai tutto in campo e non riesci comunque a ottenere il risultato sperato, diventa tosta… psicologicamente è davvero tosta. Alla fine, l’unica cosa che mi viene da dire adesso è: meno male che è finita. Quest’anno davanti al nostro pubblico ci è mancata un po’ di qualità e di controllo della partita. Quello che c’è mancato maggiormente, però, è stato proprio riuscire a trovare il gol con continuità e, una volta in vantaggio, essere in grado di mantenere il risultato. Purtroppo sono tutte mancanze e dettagli che alla fine, nell’arco del campionato, abbiamo pagato a caro prezzo. Sicuramente quest’anno abbiamo vissuto tante fasi diverse. All’inizio le prestazioni c’erano, poi c’è stato il cambio di allenatore, è cambiato il metodo di lavoro e, evidentemente, qualcosa non ha funzionato come speravamo. Se mi chiedi cosa sia successo in particolare per farci calare così, sinceramente non te lo so spiegare. In questo momento non voglio pensarci, ho solo un grande bisogno di staccare la testa da tutto e riposarmi. Per quanto riguarda il mio futuro, il contratto con il Pisa ce l’ho ed è valido fino al 2027, quindi sì, mi vedo ancora qui”.

Le dichiarazioni di Furlanetto

“Potremmo stare a fare terapie e in palestra solo un po’ di più, quindi tutto a posto. Per quanto riguarda le mie emozioni, sono anche difficili da raccontare. È stata una settimana con un alto livello di emozioni, prima della ripresa della sera. Le partite comunque… Soprattutto la prima partita non è facile, ma era importante magari confermarsi oggi. Quindi sì, è stata una settimana incredibile, sicuramente rispetto alle emozioni. Posso dire che ero talmente concentrato sulla prestazione e sulla partita che anche l’ambiente circostante… ho fatto fatica a percepirlo. Maurizio è una persona che per forza ti lascia dentro qualcosa, sia umanamente che calcisticamente. Mi ricorderò di lui per tutta la vita perché mi ha insegnato tanto e mi ha dato anche due grandi opportunità per farmi giocare. Quindi sì, era un allenatore con un carisma grandissimo, è una persona veramente importante. La cosa che ho detto anche a Pedro quando stava uscendo dal campo è che per me è stato un onore giocare con lui. Perché, oltre al tipo di giocatore che tutti voi sapete essere fenomenale, è anche una persona veramente splendida, speciale. Una persona di cui racconterò anche ai miei figli e a chiunque, importante. E sì, ripeto che è stato un onore giocare con lui. Da piccolo magari lo vedevo solo in TV, e condividere lo spogliatoio con lui in questo periodo è stato un modo per crescere”.

Le dichiarazioni di Sarri

“Io dico sempre… C’è l’ambiente, nella realtà del popolo il popolo va a rappresentare anche quello del campo. Poi ci sono stati degli ambienti in cui mi è successo, ambienti no. Gli ambienti in cui questo è successo in maniera più forte sono stati Napoli e Lazio. Mi sono sentito veramente uno del popolo che poi la domenica ha la fortuna di andare in piazza. Il popolo laziale lo avrò nel cuore al di là di tutto. Come finiscono i momenti belli, finiscono anche i momenti più difficili. Quindi spero ci sia gioia un giorno. Non lo so, mi viene un po’ di paura. Non so se farei altro che questo. Io col popolo laziale, adesso che sono tornato, ho preso un impegno che sarei arrivato fino in fondo qualsiasi cosa fosse successa, io quindi non posso tirarmi indietro. Sì, mi sono sentito poco ascoltato. Allora ho preso un impegno e ho cercato di mantenere la parola da parte nostra. La stagione è stata difficilissima, ma anche formativa. E venivo da una situazione che non accadeva da tempo, che non è facile in questo momento. Io sto facendo le mie valutazioni che sono diverse dal presidente. Ho detto prima di studiare voi, ho parlato con i ragazzi e gli ho detto che sicuramente non era il gruppo tecnicamente più forte, che non era sicuramente uno dei gruppi migliori che ho avuto. Quindi ho avuto l’individuazione dei ragazzi, le scelte, i vari altri reparti, però non avevo compreso… Sì, alla fine è il mondo del calcio. Siamo partiti in formazione con due assenti e due fuoriuscite, non avevo altri due giocatori, quindi… Un po’ lo specchio di quello che è successo per tutta la stagione. E quindi io li ringrazio tempestivamente e approfitto della domanda per ringraziarli anche per quello che hanno fatto. Non è una situazione bellissima di risultati, anche se può arrivare, perché la vita è una cosa che non fa previsioni, come tutti dite, purtroppo. Quindi ci è successo qualcosa, un brutto risultato. No, è stato un ribaltamento di clima. Io lì, a livello di gestione dello spogliatoio, sono sempre stato abbastanza duro. Poi, in un momento in cui c’era una difficoltà di gestione da parte di tutti, direi indirettamente che forse è servito ad aumentare il livello di empatia. La scelta di tutti noi è un’altra, non c’entra nulla con questa serata. Questa è una serata da dimenticare. E per quanto riguarda i dati numerici, a questo punto non è che mi dia pena, ma riguarda tutto, tutto quanto. Definirlo un professionista di alto livello è molto riduttivo. Perché chi lo vede in allenamento sa come va a rincorrere la palla. È ancora molto innovativo, dà molto per questo sport. E riuscire a dare quell’entusiasmo fino a questa età è straordinario. A fine partita mi ha detto: ‘Mister, è stato un onore chiudere con voi la gara’. Detto da lui, fa sì che non bisognerebbe vergognarsi di nulla, anzi, per me è stato un onore, queste sono state le sue parole. Quindi non c’è bisogno di un’ulteriore domanda da parte di nessuno. Io non consideravo questa serata come una festa aperta, ma per la serata in sé”.

Davide Caruso

© Riproduzione riservata

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