Quattro anni di guerra Russia-Ucraina, Eugenio Giani, presidente Regione Toscana a Bruxelles martedì 24 febbraio per la sessione plenaria straordinaria del Parlamento Europeo.
E sempre martedì 24 febbraio 2026, un minuto di silenzio durante la seduta del Consiglio regionale della Toscana presieduto da Stefania Saccardi. A chiederlo il vicepresidente Antonio Mazzeo.

Eugenio Giani a Bruxelles: “La resistenza verso Putin è un contributo a rendere l’Europa più solidale e unita. Come presidente della regione Toscana ho voluto essere presente al Parlamento europeo in occasione di un voto importante, per proiettare quest’istituzione verso la solidarietà a Kiev e contro l’occupazione dell’oppositore sovietico, il dittatore Putin“.
Poi Giani: “La Toscana e Firenze sono rispettivamente gemellate con Kiev e la sua regione: in questi anni abbiamo accolto molti cittadini ucraini e abbiamo vissuto momento per momento la storica resistenza di questo popolo, che ha fatto da barriera all’invasione russa di Putin verso non solo l’Ucraina ma l’Europa intera”.
Quindi Giani via social: “Oggi sono quattro anni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Quattro anni di dolore, di distruzione, di vite spezzate. Ma anche quattro anni di resistenza, di dignità e di straordinario coraggio da parte del popolo ucraino. Donne e uomini che continuano a difendere la propria terra, la propria libertà, la propria identità. Una resistenza che non riguarda solo i confini di uno Stato, ma la difesa dei valori europei e della libertà di tutti noi. Il sacrificio del popolo ucraino interpella l’Europa intera. Non possiamo restare indifferenti: la loro lotta per la libertà è anche la nostra responsabilità”.
Da allora l’Ucraina ha scelto di resistere, vivere e sperare. Questa scelta sta cambiando quel paese e l’Europa tutta. In questi anni siamo stati al fianco del popolo ucraino: ricordo lo sforzo della Toscana per l’accoglienza dei rifugiati, 20mila persone che qui hanno trovato protezione e un luogo di pace”.
Poi Mazzeo: “Dobbiamo continuare a essere al fianco dell’Ucraina e del suo popolo che difende la propria libertà, la propria sovranità e il diritto a vivere in pace. Oggi, più che mai, l’Europa deve parlare con una sola voce: rafforzare lo sforzo diplomatico e lavorare perché si arrivi a negoziare una pace giusta, che garantisca sicurezza e libertà agli ucraini. Se prevale la legge del più forte, allora tutte le democrazie saranno più fragili: perderà l’Ucraina, perderà l’Europa, e perderemo anche noi. Per ricordare tutte le vittime di questo conflitto e per rispetto di chi soffre e resiste, chiedo a quest’Aula di osservare un minuto di silenzio”.
CINZIA GORLA



