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Transizione energetica, la sindaca Pasquini: “Sì alle rinnovabili, ma con regole, pianificazione e rispetto dei territori”

La prima cittadina ha preso parte a Firenze ai lavori del tavolo regionale sulle energie rinnovabili, portando le istanze della Val di Cornia

SUVERETO – Transizione energetica, la sindaca Pasquini: “Sì alle rinnovabili, ma con regole, pianificazione e rispetto dei territori”.

La pianificazione delle energie rinnovabili e la tutela delle campagne toscane tornano al centro del dibattito politico, con il comune di Suvereto in prima linea nel chiedere regole stringenti per arginare i rischi di speculazione energetica. La sindaca Jessica Pasquini ha preso parte a Firenze ai lavori del tavolo regionale sulle energie rinnovabili, portando le istanze della Val di Cornia in un confronto istituzionale decisivo per la stesura delle future normative toscane. Un impegno, quello del primo cittadino, che si è sviluppato in parallelo con la mobilitazione di piazza andata in scena proprio a Suvereto, dove il comitato Terre Val di Cornia ha promosso una manifestazione pubblica alla quale ha preso parte, in rappresentanza della giunta, anche l’assessore Marco Toninelli.

La posizione dell’amministrazione comunale punta a rivendicare la centralità del ruolo dei municipi per evitare che le scelte urbanistiche vengano calate dall’alto o guidate esclusivamente dagli interessi dei grandi gruppi industriali. “Nel mio intervento ho presentato osservazioni sulle proposte di legge regionale e ribadito la necessità di una governance pubblica della transizione energetica – dichiara la sindaca Jessica Pasquini –: una sfida strategica e indispensabile, che però deve procedere insieme alla tutela del paesaggio, delle aree agricole e delle comunità locali, valorizzando il ruolo di pianificazione dei Comuni all’interno di un quadro regionale chiaro e condiviso”.

Il municipio guarda con favore all’impegno dei residenti e delle sigle associative che in questi mesi hanno mantenuto alta la guardia contro il rischio di un’installazione selvaggia di impianti fotovoltaici ed eolici sul suolo rurale. “Ringraziamo tutte le associazioni e i cittadini che continuano a impegnarsi su questo tema, contribuendo a mantenere vivi l’attenzione sul tema e il confronto pubblico – sottolinea il primo cittadino, commentando la presenza dell’assessore Toninelli al presidio –. L’assessore ha partecipato all’iniziativa in piazza, a conferma di una posizione che questa amministrazione sostiene da sempre: la transizione energetica è necessaria, ma deve essere governata attraverso regole certe, pianificazione pubblica e un pieno coinvolgimento delle comunità interessate”.

Il timore espresso dal comune è che l’assenza di una forte cabina di regia possa alterare irreversibilmente la vocazione dei territori collinari, compromettendo le attività produttive tradizionali che vivono del legame indissolubile tra la terra e la ricettività turistica. “La transizione energetica non può tradursi in una trasformazione incontrollata della campagna e del paesaggio – continua Pasquini –. Deve invece essere un percorso democratico, fondato su programmazione, equilibrio e partecipazione. Difendere il territorio agricolo non significa opporsi alle energie rinnovabili, ma garantire che gli obiettivi di decarbonizzazione siano compatibili con la tutela dell’ambiente, del paesaggio e degli equilibri economici e sociali delle comunità locali”.

Da qui l’appello formale rivolto direttamente alle strutture governative di palazzo Strozzi Sacrati per ottenere strumenti urbanistici in grado di tutelare l’economia della Val di Cornia. “Per questo riteniamo indispensabile una forte regia pubblica – conclude Jessica Pasquini –. Le trasformazioni del territorio non possono essere determinate esclusivamente da iniziative private: serve una visione d’insieme capace di coniugare sviluppo sostenibile e interesse collettivo. Chiediamo quindi alla Regione Toscana, pur nella consapevolezza dei limiti delle sue competenze normative, di assumere un ruolo politico più incisivo al fianco dei Comuni e dei territori. È necessario costruire un percorso condiviso e sostenibile, una governance pubblica che accompagni la transizione energetica senza sacrificare l’identità e il valore delle nostre campagne, evitando il rischio di una progressiva industrializzazione del paesaggio rurale, che danneggerebbe l’intero comparto di un’economia agricola che poggia sull’integrazione tra produzione e accoglienza“.

© Riproduzione riservata

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