Ex Hotel Santa Caterina, Giannoni (PD): “Dietro i numeri ci sono persone”

Il segretario del PD della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba interviene sul possibile trasferimento di 110 profughi ucraini da Piombino a San Vincenzo e chiede alternative e garanzie sull’accoglienza

SAN VINCENZO – Bernardo Giannoni, segretario del Partito Democratico della Val di Cornia e dell’Isola d’Elba, interviene sulla vicenda del trasferimento di 110 cittadini ucraini da Piombino all’ex Hotel Santa Caterina di San Vincenzo, sollevando interrogativi sulla continuità del loro percorso di integrazione e sulle condizioni di accoglienza nella nuova struttura.

Secondo le informazioni richiamate da Giannoni, l’ex Hotel Santa Caterina, struttura privata chiusa da circa due anni, è destinato a ospitare un Centro di accoglienza straordinaria (CAS). L’operazione deriverebbe da un accordo tra la proprietà dell’immobile e la cooperativa che già gestiva l’accoglienza a Piombino, nell’ambito di una convenzione con la Prefettura di Livorno.

Il segretario del PD invita a considerare le conseguenze del trasferimento per le persone interessate, criticando un approccio al tema dell’accoglienza concentrato prevalentemente sui numeri e sugli spostamenti tra strutture. “Sono persone, famiglie, ragazze e ragazzi, con una storia alle spalle e una vita da costruire”, sottolinea Giannoni.

Il segretario ricorda come Piombino abbia accolto i cittadini ucraini negli anni scorsi, consentendo loro di costruire legami con la comunità locale. Da qui il dubbio sull’opportunità di interrompere un percorso di integrazione già avviato.

“È opportuno che una comunità che, dopo molti anni, ha provato e ci è riuscita a integrarsi in un contesto sociale come quello piombinese venga presa e spostata tout court da un’altra parte?”, si chiede Giannoni, sollevando anche la questione delle possibili alternative al trasferimento.

Nel caso in cui lo spostamento risultasse inevitabile, il segretario del PD chiede un piano di coordinamento tra il Comune di San Vincenzo e la Prefettura di Livorno, per garantire condizioni di accoglienza adeguate.

L’attenzione è rivolta in particolare ai servizi educativi, sanitari e di presidio del territorio, che dovrebbero essere organizzati tenendo conto sia delle necessità delle persone in arrivo sia di quelle dei residenti.

Secondo Giannoni, senza una programmazione condivisa il rischio sarebbe quello di creare tensioni tra comunità e alimentare quella che definisce una “guerra tra gli ultimi”.

La richiesta riguarda quindi non soltanto la destinazione dell’ex Hotel Santa Caterina, ma anche le modalità con cui verrà gestito il trasferimento, affinché l’accoglienza non comprometta i legami e i percorsi costruiti negli anni dalle persone coinvolte.

© Riproduzione riservata

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