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Spiagge Bianche, chiede di fermare i gavettoni e viene picchiato

In gita con la famiglia da Piacenza, Cesar Mendieta è stato aggredito a Ferragosto dopo aver chiesto di interrompere i lanci di gavettoni

ROSIGNANO MARITTIMO – Un “no” detto a voce alta per proteggere la propria famiglia, trasformato in pochi secondi in un pestaggio di gruppo. È la drammatica esperienza vissuta alle Spiagge Bianche da una famiglia arrivata da Piacenza per trascorrere la giornata di Ferragosto sul litorale livornese. Quella che doveva essere una gita al mare si è conclusa in ospedale per Cesar Mendieta, 28 anni, un turista picchiato da una comitiva di giovanissimi dopo aver solo chiesto di smettere di lanciare gavettoni ai passanti.

La sveglia era suonata alle 5 del mattino per partire dall’Emilia-Romagna e raggiungere il litorale di Rosignano Marittimo intorno alle 8. Una giornata tranquilla organizzata per stare tutti insieme, con la moglie, i due figli piccoli, il padre e la cognata. Intorno alle 15,30, la comitiva ha iniziato a raccogliere gli asciugamani per fare rientro verso le auto. Ma per raggiungere i parcheggi era necessario attraversare il ponte sopra il canale, dove stazionava un folto gruppo di ragazzi intenti a lanciare palloncini d’acqua.

Rispondendo direttamente alle nostre domande, la vittima ha ripercorso i concitati momenti in cui la richiesta di rispetto si è trasformata in violenza: “Sul ponte per andare al pacheggio c’erano dei ragazzi, tra i 16 e i 20 anni, intenti a fare i gavettoni. Ci avevano già infastidito la mattina quando siamo andati al bar a prendere il caffè, ma avevamo lasciato stare. Quando stavamo andando via abbiamo attraversato il ponte e abbiamo detto: ‘Ragazzi, per favore, non bagnateci, non fate i gavettoni’. L’ho detto io e l’ha detto anche mia cognata. Mio padre e mia cognata sono passati, poi quando è toccato a me un ragazzo mi ha tirato un altro gavettone, l’ho spinto per farlo smettere: da lì mi hanno iniziato a picchiare tutti”.

L’aggressione si è consumata in pochissimi istanti. Non appena finiti i colpi, il padre del giovane lo ha subito portato via verso l’area sosta per sottrarlo al branco. Soltanto una volta arrivati al parcheggio i due sono stati raggiunti dalla moglie, dai bambini e dal resto dei familiari, rimasti indietro e ancora del tutto ignari di quanto fosse appena accaduto. Tra spintoni e pugni, al 28enne sono stati spezzati gli occhiali da sole che indossava, le cui lenti o la montatura frantumata gli hanno procurato una ferita lacerocontusa vicina all’occhio.

“Io avevo molta paura sia per la mandibola che per l’occhio, perché mi hanno rotto gli occhiali da sole che avevo addosso e avevo un taglio molto vicino alla palpebra”, continua il giovane. “Per fortuna dai controlli che mi hanno fatto in ospedale non è risultato niente di rotto, mi hanno riscontrato solo diversi lividi e una prognosi di sette giorni”.

Dopo le cure ricevute al pronto soccorso, la famiglia si è diretta dalle forze dell’ordine per formalizzare una denuncia contro ignoti. A distanza di giorni dal fatto, tuttavia, nessuno dei presenti si è fatto avanti per fornire indicazioni utili a identificare gli aggressori.

Per questo motivo, la famiglia ha scelto di lanciare un accorato appello sui social network, chiedendo il supporto di chiunque si trovasse nella zona del ponte alle Spiagge Bianche in quel momento. Si cercano fotografie, video fatti con lo smartphone o testimonianze dirette utili ad attribuire le responsabilità di quanto accaduto.

© Riproduzione riservata

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