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Ipotesi di un allevamento di cinghiali a Pianosa, insorge Avs: “Progetto sgangherato e inattuabile”

Il segretario di circolo Umberto Mazzantini: "Sempre più arida e colpita dal riscaldamento globale l'isola è un luogo non adatto"

CAMPO NELL’ELBA – Ipotesi di un allevamento di cinghiali a Pianosa, insorge Avs: “Progetto sgangherato e inattuabile”.

Un attacco al fulmicotone contro le recenti esternazioni del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani riaccende la polemica politica e ambientale all’Isola d’Elba. Al centro dello scontro c’è l’ipotesi di realizzare sull’isola di Pianosa un allevamento di cinghiali da selezionare per produrre una sorta di “cinta elbana”, lanciata dal governatore durante la presentazione della Casa della Comunità a Portoferraio. Una proposta bollata senza mezzi termini come irricevibile da Umberto Mazzantini, segretario del circolo Patrizia Piscitello dell’Isola d’Elba di Sinistra Italiana – Avs ed ex consigliere del Direttivo del Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

“Speriamo che la notizia che sta circolando su social e giornali che, durante la presentazione della Casa della Comunità elbana a Portoferraio, il presidente della Regione Eugenio Giani avrebbe annunciato di voler creare a Pianosa un allevamento di cinghiali da selezionare per produrre alla fine una sorta di ‘cinta elbana’, sia il frutto di un colpo di sole — esordisce duramente Umberto Mazzantini —. Giani ha anche finalmente annunciato la nomina di Paolo Cassola, già direttore del Parco Nazionale del Circeo, come commissario ad hoc per ridurre gli ungulati all’Elba, il che vuol probabilmente dire che non si tratta e non potrà trattarsi di un commissario con pieni poteri per mettere in atto il progetto di eradicazione dei cinghiali e mufloni, che è del Parco Nazionale. Vedremo cosa dirà la leggina regionale annunciata da Giani sulla questione”.

Entrando nel merito tecnico e normativo della questione, l’esponente di Avs mette in luce l’inapplicabilità dell’idea di allevamento all’interno di un’area protetta di tale pregio naturalistico. “La strampalata ipotesi dell’allevamento di cinghiali-maiali a Pianosa rischia di essere una bomba istituzionale innescata proprio sotto la poltrona del neo-commissario regionale che non ha nessun potere per realizzarla dentro l’area protetta — incalza Mazzantini — Lo sgangherato progetto accennato del presidente della Regione è semplicemente inattuabile: la legge 394 del 1991 sulle aree protette e la Direttiva europea sulle specie aliene vietano di introdurre animali alloctoni in un Parco Nazionale e Pianosa, oltre che Parco Nazionale, è anche Zona speciale di conservazione e Zona di protezione speciale. L’introduzione di cinghiali-maiali-cinte violerebbe le direttive Habitat e Uccelli e la recente Nature Restoration Law europea. Inoltre, il riferimento alla cinta senese elbanizzata/pianosizzata riporta all’allevamento di animali bradi o semibradi, vaganti su ampie porzioni di territorio, altro che eradicazione! Su questo la Regione rischierebbe l’apertura di una procedura di infrazione dell’Unione europea”.

Il segretario del circolo elbano sottolinea inoltre le fragilità ambientali dell’isola e la contrarietà degli stessi organi tecnici della Regione: “Pianosa, sempre più arida e colpita dal riscaldamento globale, con la sua ridotta cuticola fertile, è uno dei posti meno indicati per ‘selezionare’ cinghiali o ‘cinte elbane’ e ci chiediamo quanto denaro pubblico verrebbe sottratto a un vero contenimento degli ungulati all’Elba e quanto tempo e quali operatori richiederebbe un progetto del genere. Non credo che l’Ispra possa dare il via libera a un’ipotesi del genere”.

Infine, l’esponente di sinistra lancia un monito politico preciso all’indirizzo del Governatore toscano, chiedendo un netto cambio di rotta nei metodi e nei rapporti con gli alleati e con i territori. “Al presidente della Regione voglio dire con la massima chiarezza che, prima di tornare all’Elba a fare ipotesi irricevibili e irrealizzabili di questo tipo dovrebbe confrontarsi con le forze politiche locali che in Regione sostengono la sua giunta — conclude Umberto Mazzantini —. Invece, troppe volte veniamo messi di fronte al fatto compiuto, a proposte che non condividiamo. È un atteggiamento che sconfina nell’autolesionismo, che non condividiamo e la giunta regionale deve prenderne atto e cambiare registro. Anche in quest’Isola non è più il momento del fatto compiuto, delle trovate che denotano una scarsa conoscenza territoriale e sociale. A noi non interessano le dichiarazioni a effetto o le photo opportunity. Su questioni delicate come queste Giani deve confrontarsi con le forze politiche del campo largo e con i cittadini elbani, non fare comparsate per sparare ipotesi che a volte non stanno semplicemente in piedi“.

© Riproduzione riservata

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