LIVORNO – Torna la Zona Rossa a Livorno, ma la decisione riaccende immediatamente il confronto politico e istituzionale sulla gestione della sicurezza in città.
Al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è svolto questa mattina in Prefettura, il prefetto Giancarlo Dionisi ha infatti disposto la reintroduzione della misura straordinaria di prevenzione a partire da lunedì (6 luglio) e per la durata di sei mesi. Il provvedimento interesserà l’area compresa tra piazza Garibaldi, piazza della Repubblica, piazza dei Mille, via del Pettine, via della Pina d’Oro e via Terrazzini, zone dove sono tornati a manifestarsi preoccupanti episodi di criminalità diffusa, spaccio, risse e degrado urbano.
Dietro la facciata istituzionale del vertice, tuttavia, è emersa una netta divergenza di vedute sulle strategie da adottare. La visione del prefetto Dionisi, fermamente convinto della necessità di un intervento straordinario che stringa le maglie del controllo, si è scontrata con la posizione del sindaco Luca Salvetti. Di fronte alle richieste del rappresentante del governo – che ha sollecitato l’amministrazione comunale a varare un pacchetto di misure più severe, tra cui ordinanze restrittive sulla vendita di alcolici nei minimarket, e a potenziare i pattugliamenti sul territorio – il primo cittadino ha risposto difendendo con forza l’operato della ‘sua’ polizia locale, rivendicandone l’efficacia e l’impegno profuso senza cedere a letture che ne sminuiscano il ruolo o l’efficienza nelle materie di propria competenza.
Secondo il piano del prefetto, l’intensificazione dei servizi da parte di Polizia di Stato, carabinieri e Guardia di finanza avrebbe dovuto essere accompagnata da un corrispondente e significativo rafforzamento dell’attività della polizia municipale, così da liberare le forze statali dai controlli amministrativi e focalizzarle sul contrasto ai reati.
Salvetti ha invece fatto quadrato intorno al corpo dei vigili urbani, respingendo l’idea che la sicurezza cittadina debba dipendere esclusivamente da un inasprimento delle misure o da un sovraccarico della struttura comunale.
Il monitoraggio della prefettura sull’area intanto andrà avanti, mentre resta da capire come si strutturerà concretamente la collaborazione tra gli enti nei prossimi sei mesi di validità del provvedimento.


