LIVORNO – La scelta di aprire un avviso pubblico per la raccolta di candidature alla carica di segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale segna un passaggio politico e amministrativo tutt’altro che neutro. Dietro la formula formale della ‘manifestazione di interesse’, infatti, si intravede una frenata significativa rispetto a quella che fino a pochi giorni fa appariva una nomina quasi già scritta.
Il presidente dell’Autorità, Davide Gariglio, ha deciso di sospendere la designazione di Gianmarco Mancini, figura con un lungo percorso tra incarichi pubblici e responsabilità amministrative, già indicato da molti osservatori come il candidato destinato a diventare il nuovo numero due di Palazzo Rosciano.
La decisione è maturata durante l’ultima riunione del comitato di gestione, dove Gariglio ha scelto di non procedere immediatamente con la proposta di nomina, preferendo aprire formalmente il confronto attraverso un avviso pubblico. Una scelta che può essere letta come un duplice segnale: da un lato la volontà di raffreddare una nomina percepita come troppo anticipata, dall’altro il tentativo di ricondurre la procedura entro un perimetro istituzionale più trasparente.
Secondo alcune ricostruzioni, a pesare sarebbe stato anche il clima politico attorno alla candidatura di Mancini, che in diversi ambienti veniva ormai considerata acquisita prima ancora del passaggio formale negli organi dell’Authority. Un’impressione che avrebbe indotto Gariglio a prendere tempo e a riaffermare la centralità della propria prerogativa nella scelta finale.
Ma l’apertura della procedura non equivale affatto a un cambio di rotta definitivo. L’avviso pubblicato dall’Autorità non ha natura concorsuale e non prevede graduatorie: si tratta, piuttosto, di una raccolta di curricula utile al presidente per valutare profili e formulare successivamente la propria proposta al Comitato di gestione.
In altre parole, la partita resta apertissima.
Tra i possibili candidati, lo stesso Mancini potrebbe tornare pienamente in corsa, presentando formalmente la propria candidatura entro il termine fissato per il 26 marzo.
Il ruolo in questione non è secondario. Il Segretario generale rappresenta infatti il vero snodo operativo dell’Autorità portuale, il punto di raccordo tra indirizzo politico e gestione amministrativa di un sistema che comprende i porti di Livorno, Piombino e gli scali dell’Arcipelago toscano, uno dei principali poli portuali italiani per traffici e prospettive di sviluppo.
Per questo motivo la scelta del prossimo numero due dell’ente non è soltanto una questione amministrativa: si tratta di una decisione strategica per gli equilibri della governance portuale e per il futuro delle grandi opere e dei progetti logistici dell’area tirrenica.
L’avviso pubblico, dunque, più che chiudere una partita, sembra averla appena riaperta.
E tra le ipotesi che restano sul tavolo, quella di una ricandidatura di Mancini continua a essere una delle più concrete.



