LIVORNO – Negli giorni si è acceso un duro scontro politico e mediatico attorno al ministro della difesa Guido Crosetto, alla società Drass di Livorno e a una complessa operazione internazionale che coinvolge Indonesia, industria militare italiana e il controverso viaggio a Dubai.
Il nodo: la nave Garibaldi e le commesse miliardarie
Al centro della vicenda c’è la proposta del governo italiano di cedere gratuitamente la nave militare Garibaldi all’Indonesia. L’unità navale, pur non più operativa come in passato, avrebbe un presunto valore superiore ai 50 milioni di euro, elemento che ha contribuito ad alimentare le polemiche politiche.
Secondo ricostruzioni giornalistiche, l’operazione sarebbe collegata a un più ampio pacchetto industriale per l’industria della difesa italiana. In particolare, un dossier dello Stato Maggiore, riportato da Lettera43 il 14 marzo, indicherebbe un controvalore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro in commesse, comprendenti attività di ammodernamento della nave, fornitura di sistemi e mezzi militari e ulteriori programmi industriali.
Il ruolo della Drass e i dubbi politici
La Drass, azienda privata con sede operativa a Livorno attiva nel settore subacqueo, è finita al centro delle polemiche perché indicata come possibile beneficiaria indiretta della strategia industriale legata alla cessione della nave.
Le opposizioni, in particolare il Movimento 5 Stelle, hanno sollevato il caso in Parlamento chiedendo chiarimenti sui rapporti tra interesse pubblico e vantaggi per un soggetto privato.
Il viaggio a Dubai e i sospetti
Ad alimentare ulteriormente le polemiche è stato il viaggio di Crosetto a Dubai. Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche, la presenza contemporanea di esponenti legati alla Drass negli Emirati avrebbe fatto ipotizzare incontri o trattative informali.
Tuttavia, il ministro ha respinto le accuse, sostenendo di trovarsi a Dubai per motivi personali e negando qualsiasi collegamento con affari o negoziati internazionali.
Le smentite ufficiali del ministero della difesa
Il ministero della difesa ha diffuso più note ufficiali per smentire le ricostruzioni giornalistiche: nessun incontro tra Crosetto e dirigenti Drass a Dubai, nessun coinvolgimento diretto del ministro nelle commesse industriali, nessun accordo già definito con l’Indonesia
Inoltre, il ministero ha sottolineato che, sotto la guida di Crosetto, le commesse tra Drass e Marina Militare sarebbero diminuite drasticamente, negando quindi favoritismi.
Il tema dei finanziamenti politici
Nel dibattito è emerso anche il tema dei finanziamenti politici: secondo alcune dichiarazioni riportate in ambito parlamentare, la Drass avrebbe contribuito in passato a campagne elettorali di partiti della maggioranza. Questo elemento ha rafforzato le richieste di chiarimento da parte delle opposizioni, che parlano di possibile intreccio tra politica, difesa e interessi privati.
Una vicenda ancora aperta
Il caso resta aperto su più fronti: parlamentare, con interrogazioni e richieste di audizione del ministro; mediatico, con nuove rivelazioni e contro-smentite; politico, con uno scontro diretto tra governo e opposizioni
La questione centrale rimane irrisolta: la cessione della nave Garibaldi – dal valore stimato oltre i 50 milioni – rappresenta una strategia industriale legittima o un’operazione che favorisce soggetti privati?
Nei prossimi mesi sarà il parlamento – e forse la magistratura contabile – a stabilire se si tratta di una normale operazione di politica industriale o di un caso destinato a lasciare segni più profondi nel sistema della difesa italiana.



