LIVORNO – Un euro e qualche decina di centesimi. Per molti rappresenta semplicemente il prezzo di un caffè. Per chi quel caffè lo prepara e lo serve ogni giorno, invece, quella tazzina racchiude una filiera fatta di lavoro, professionalità, investimenti, tasse, energia, attrezzature e accoglienza.
È da questa semplice domanda – quanto resta davvero al bar di una tazzina? – che Fipe Confcommercio Livorno invita a riflettere sul valore economico e sociale di uno dei gesti più abituali della giornata.
Secondo Fipe, in Italia vengono servite ogni anno circa 6 miliardi di consumazioni di caffetteria, tra espresso, cappuccini, macchiati e altre preparazioni. Rapportando questo dato alla popolazione italiana, si ottiene una media di oltre 100 consumazioni all’anno per ogni residente, bambini compresi.
Applicando lo stesso criterio alla provincia di Livorno, Confcommercio stima in modo prudenziale che vengano effettuate oltre 32 milioni di consumazioni di caffetteria all’anno, pari a circa 88 mila al giorno. Una proiezione elaborata sui dati FIPE che non tiene conto dell’effetto del turismo.
Ed è proprio qui che emerge la particolarità del territorio livornese. Durante l’estate, con l’arrivo di centinaia di migliaia di visitatori lungo la Costa degli Etruschi, nelle località balneari, nelle città d’arte e soprattutto all’Isola d’Elba, il numero delle consumazioni cresce sensibilmente, rappresentando per molte imprese una componente determinante del fatturato annuale.
“Quando il cliente ordina un espresso – spiega la presidente di Fipe Confcommercio Livorno, Federica Garaffa Cristiani – vede una tazzina. Noi vediamo molto di più: la professionalità del barista, la qualità della miscela, la manutenzione delle attrezzature, i consumi energetici, la pulizia, gli affitti, il personale, la formazione e tutti quei costi che consentono a un pubblico esercizio di offrire un servizio efficiente ogni giorno. Il valore di un caffè non si misura soltanto dal suo prezzo, ma da tutto ciò che rende possibile servirlo con qualità e continuità».
Negli ultimi anni i pubblici esercizi hanno dovuto affrontare aumenti significativi dei costi di gestione, dall’energia alle materie prime fino al costo del lavoro. Secondo Fipe, il prezzo della tazzina è cresciuto meno dell’incremento complessivo dei costi sostenuti dalle imprese, a conferma dell’impegno degli operatori nel mantenere uno dei prodotti simbolo dell’ospitalità italiana accessibile ai consumatori.
“La provincia di Livorno ha una vocazione turistica che rende il nostro territorio diverso da molti altri – osserva il direttore generale di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli – Da giugno a settembre il lavoro dei pubblici esercizi aumenta in maniera evidente grazie alle presenze lungo tutta la costa e all’Isola d’Elba. Per molte imprese è proprio in questi mesi che si concentra una parte fondamentale del fatturato dell’intero anno. Ogni tazzina servita rappresenta un piccolo gesto quotidiano che, moltiplicato per migliaia di volte, sostiene imprese, occupazione e l’economia locale”.
Il bar continua inoltre a essere uno dei principali luoghi di socialità delle città italiane: un punto di riferimento per residenti e turisti, il luogo dove si inizia la giornata, ci si incontra per lavoro o semplicemente ci si concede una pausa.
“Dietro una tazzina – conclude Garaffa Cristiani – non c’è soltanto un prodotto, ma un’impresa che apre all’alba, crea occupazione, accoglie persone e contribuisce ogni giorno alla vitalità delle nostre città. È un valore che spesso diamo per scontato, ma che merita di essere conosciuto e riconosciuto”.
I numeri del caffè (Elaborazione Confcommercio Livorno su dati Fipe)
6 miliardi
Le consumazioni di caffetteria effettuate ogni anno nei bar italiani.
Oltre 100
Le consumazioni annue per abitante, come media nazionale.
Oltre 32 milioni
Le consumazioni di caffetteria stimate ogni anno nella provincia di Livorno.
Circa 88mila
Le consumazioni giornaliere stimate nella provincia, alle quali si aggiunge il consistente contributo del turismo durante la stagione estiva.
Estate protagonista
Tra giugno e settembre la costa livornese e l’Isola d’Elba registrano un forte incremento della domanda, rendendo la stagione estiva decisiva per il fatturato di molti pubblici esercizi.


