LIVORNO – Il cortile della caserma Generale Amico”si è trasformato nello scenario della solenne celebrazione del 212esima annuale della fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Davanti a una platea composta da massime autorità civili e militari, sindaci della provincia, familiari delle vittime del dovere e una folta rappresentanza di studenti degli istituti comprensivi cittadini, la cerimonia ha vissuto i suoi momenti più toccanti. Il tributo iniziale è andato ai caduti, con la deposizione di una corona al monumento a loro dedicato da parte del comandante provinciale di Livorno, il colonnello Dario Mineo, e del capo di stato maggiore della Seconda Brigata Mobile, il colonnello Maurizio Biasin. Subito dopo, lo schieramento dei reparti in armi ha offerto un colpo d’occhio straordinario: a scandire i tempi della parata le note della fanfara dell’Accademia Navale, mentre sfilavano i carabinieri del Gis e del Tuscania, i militari della Seconda Brigata Mobile, i comandanti di stazione e i rappresentanti dei nuclei speciali del Nil e del Nas.
La ricorrenza ha offerto l’occasione per tracciare un bilancio dettagliato e impressionante sull’attività operativa svolta sul territorio labronico. I dati presentati parlano chiaro: con 27 presidi territoriali, 5 nuclei forestali e il reparto biodiversità di Cecina, l’Arma assicura una vicinanza che si traduce in cifre pesantissime. I carabinieri di Livorno procedono infatti per oltre il 77% dei reati denunciati in tutta la provincia, con ben 14155 denunce gestite nell’ultimo anno. Un controllo capillare che ha visto lo svolgimento di quasi 20mila pattuglie esterne, l’identificazione di oltre 70mila persone e più di 15mila risposte di emergenza arrivate tramite il 112. Sul fronte del contrasto alla criminalità, l’impegno degli uomini in divisa ha portato all’arresto di 311 persone e alla denuncia di oltre 2800 soggetti, un lavoro immenso pagato a caro prezzo, come dimostrano i 24 militari rimasti feriti in servizio.
I riflettori sono stati accesi anche sulla straordinaria proiezione internazionale della Seconda Brigata Mobile, guidata dal generale di brigata Marco Carletti e costantemente impiegata nelle principali missioni di pace e nelle aree di crisi estere. Sul fronte interno, i carabinieri si sono distinti per le campagne di prevenzione rivolte ai giovani (con oltre 2mila studenti incontrati per parlare di legalità e ambiente) e agli anziani, con una rete informativa capillare contro le truffe che ha toccato le parrocchie di tutta la provincia. Altissima l’attenzione anche sul codice rosso e sulla violenza di genere, settore che ha registrato 36 arresti e 152 denunce, potendo contare sulle stanze d’ascolto protette Una stanza tutta per sé attive nelle quattro compagnie di Livorno, Cecina, Piombino e Portoferraio.
La cerimonia ha ricordato le più brillanti operazioni di polizia giudiziaria dell’anno: i tre tempestivi arresti in flagranza eseguiti a Livorno contro i truffatori di anziani (tra cui il colpo sventato il 17 aprile con il recupero di 40mila euro in oro e contanti); l’indagine Penny Black della Compagnia di Cecina che ha smantellato una banda tunisino-albanese dedita allo spaccio di un chilo di droga a settimana con metodi violenti ed estorsioni; l’operazione Garibaldi nel capoluogo labronico, che ha disarticolato una piazza di spaccio attiva h24; e infine l’arresto per estorsione aggravata dal metodo mafioso eseguito dai militari cecinesi su mandato della Dda di Firenze.
La serata si è conclusa con la consegna dei meritati encomi solenni e semplici a 13 militari che si sono particolarmente distinti in servizio, tra cui gli investigatori che hanno assicurato alla giustizia gli autori del cruento assalto ai furgoni portavalori di San Vincenzo.


