LIVORNO – L’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento Pierburg di Livorno, riunitasi oggi (3 febbraio) dopo l’incontro di ieri al ministero, esprime forte preoccupazione per il processo di cessione della divisione civile e automotive del gruppo Rheinmetall e per le sue ricadute occupazionali e industriali.
L’assemblea ha preso atto delle due offerte: una di Aurelius Group, societaĚ€ di investimento alternativo (private equity), l’altra di Ecco Group, societaĚ€ specializzata in operazioni di corporate carve-outs e che l’azienda ha comunicato che nel primo trimestre 2026 verraĚ€ individuato l’acquirente e sottoscritto il contratto di vendita, mentre il completamento formale della transazione eĚ€ previsto entro il 30 settembre.
“L’assemblea respinge qualsiasi ipotesi di cessione che non garantisca in modo certo, vincolante e verificabile – è quanto votato unanimemente in assemblea – la piena tutela dell’occupazione, la salvaguardia di tutti i posti di lavoro e la stabilitaĚ€ del sito produttivo di Livorno; un perimetro della cessione chiaro, definito e trasparente, che non lasci spazio a future dismissioni o smembramenti; piani industriali credibili, dettagliati e di lungo periodo, accompagnati da investimenti certi e immediatamente esigibili, in grado di garantire la continuitaĚ€ produttiva e il rilancio dello stabilimento;  la definizione puntuale delle linee di prodotto e delle prospettive industriali; garanzie contrattuali per tutte le lavoratrici e i lavoratori, inclusi strumenti di riqualificazione professionale e tutele in caso di riorganizzazioni o ristrutturazioni”.
L’assemblea pretende che tali garanzie siano oggetto di uno specifico accordo sindacale con la Rsu e la Fiom e che “tutti gli impegni assunti vengano formalmente allegati all’atto di vendita, prevedendo penali severe e vincolanti in caso di mancato rispetto”. “L’assemblea – conclude il doumento – ritiene indispensabile che venga garantito un confronto continuo, trasparente e vincolante con le lavoratrici e i lavoratori durante tutte le fasi della procedura di cessione e che le istituzioni esercitino pienamente il proprio ruolo di controllo e di garanzia” e ”daĚ€ mandato pieno alla Rsu e alla Fiom a proseguire e rafforzare lo stato di mobilitazione sindacale, non escludendo ulteriori iniziative di lotta qualora non vengano fornite risposte concrete e coerenti con le richieste avanzate. Nessuna cessione senza garanzie. Nessun accordo senza tutele. Il lavoro non si vende”.
Tranchant la posizione dell’Usb Livorno, che oggi ha partecipato alla commissione attivitĂ produttive del Comune di Livorno: “Servono piani industriali seri ma soprattutto è urgente la costruzione di una mobilitazione nazionale di tutto il comparto industriale e in generale dei settori operai che porti al governo delle proposte concrete. L’alternativa è affrontare la singola crisi e trovarsi di fronte all’infame ricatto tra una riconversione forzata o la chiusura“.


