PORTOFERRAIO – La nomina del componente di competenza della Regione Toscana all’interno del Comitato di gestione dell’autorità di Sistema portuale (AdSP) del Mar Tirreno Settentrionale non è solo un atto formale, ma una scelta strategica che può cambiare il futuro dei collegamenti marittimi.
Attualmente, il Comitato è composto dal presidente dell’ente, dal direttore marittimo di Livorno e dai rappresentanti dei Comuni di Livorno e Piombino. All’appello manca ancora il membro designato dalla Regione. “Una casella vuota che, se occupata da un profilo espressione dell’Isola d’Elba, andrebbe a sanare un’anomalia storica e funzionale”. A dirlo è il responsabile Faita dei camping elbani.
“L’attuale assetto, derivante dalla legge 84/1994 e non corretto dalle riforme successive, ha di fatto escluso il territorio insulare dalla governance portuale. Nonostante l’autorità gestisca sei scali, i tre porti elbani (Portoferraio, Rio Marina e Cavo) risultano privi di una rappresentanza diretta. Affidare la nomina regionale a un esponente elbano significherebbe colmare un vuoto di rappresentanza che penalizza un intero territorio – dichiara Michele Tallinucci, responsabile Faita dei camping elbani – È necessario restituire voce a un’area che contribuisce in modo determinante al traffico dell’intero sistema portuale”.
Il cuore della questione riguarda la continuità territoriale. Per i cittadini e le imprese dell’Elba, il servizio non può esaurirsi semplicemente nella pubblicazione di un bando regionale. Serve un monitoraggio costante e tecnico: “È fondamentale – prosegue Tallinucci – una vigilanza rigorosa sui servizi svolti dagli armatori privati. L’assegnazione degli slot è un asset vitale per lo sviluppo economico e la qualità della vita dell’isola. Un componente elbano rappresenterebbe una sentinella di prossimità, garantendo alla stessa Regione Toscana un controllo puntuale sull’efficienza dei collegamenti”.
“La figura proposta – conclude – non avrebbe solo un valore simbolico, ma un ruolo tecnico-politico essenziale per raccordare l’Autorità di Sistema con i Comuni dell’isola, la Gestione Associata del Turismo (Gat) e gli stakeholder locali. In un momento cruciale per le infrastrutture e i trasporti marittimi, una figura di coordinamento dedicata è l’unica via per assicurare che le specificità dell’Elba vengano integrate nelle grandi scelte di programmazione del porto.



