Niente rissa con Perini, Bottai: “Una favola di Pinocchio in salsa labronica”

L'ex pugile e attivista politico: "Oltre all'assoluzione dalla rissa è stata l'indagine a chiarire che non si capisce come e quando sarebbero avvenute le lesioni dichiarate dal consigliere"

LIVORNO – Il noto ex pugile e attivista labronico Lenny Bottai ha pubblicato un duro intervento sui social commentando la recente sentenza del tribunale di Livorno che, in data 15 giugno 2026, lo ha assolto – insieme ad Alessandro Perini, Emanuel Baldini e Andrea Preziosi – dall’accusa di rissa perché il fatto non sussiste e, soprattutto, la sua interpretazione.

Nel suo post, Bottai polemizza aspramente contro la narrazione mediatica e politica fornita all’epoca dei fatti e di nuovo oggi (12 ottobre) dal consigliere comunale Alessandro Perini, definendo la vicenda come una “favola di Pinocchio in salsa labronica”. Bottai ripercorre l’episodio del 31 dicembre 2019 nei pressi del Comune di Livorno, ammettendo di essersi recato sul posto per dare “una tirata d’orecchi pubblica” a Perini a seguito di settimane di provocazioni e offese social, ma smentisce categoricamente la versione di un’aggressione fisica o di un agguato da parte di un gruppo di antagonisti.

Secondo la ricostruzione di Bottai e gli esiti processuali confermati dalla sentenza, il video delle telecamere di sorveglianza ha dimostrato l’insussistenza della rissa e delle lesioni gravi denunciate: Perini sarebbe stato vittima di un semplice gesto (la tirata d’orecchi e un movimento energico con il telefono per mostrare uno screenshot) e non “di un pestaggio da parte di dieci persone”, come inizialmente affermato dal consigliere.

Bottai sottolinea inoltre come la denuncia iniziale sarebbe stata strumentalizzata a fini politici dai vertici della Lega, partito in cui militava all’epoca Alessandro Perini (citando la presenza della conferenza stampa in Questura con esponenti politici, fra cui Susanna Ceccardi), evidenziando come lo stesso padre di Perini, Franco, in una telefonata privata registrata e riemersa nel dibattimento, avesse ridimensionato l’accaduto parlando di una trovata pubblicitaria legata alle dinamiche politiche locali.

“Per quanto riguarda le lesioni – dice Bottai – è stata direttamente l’indagine a stabilire che non si capisce come e quando sarebbero avvenute, né per mano di chi. L’unico gesto riconducibile (ma la stessa analisi del video della scientifica dice che non si può stabilire se sia stato un colpo e di che entità) è quando gli mostro il telefono energicamente perché lui racconta davanti al suo amico buttafuori che io gli davo la caccia, quindi gli dimostro che mi ha invitato lui mostrandogli lo screenshot. Ma Perini stesso nelle prime dichiarazioni, aveva detto che appena visti sotto il Comune, prima ancora dell’arrivo di Baldini, io gli avevo dato un forte schiaffo che gli aveva causato sangue dal naso. Il pm nel processo gli ha contestato che tutto ciò nel video non c’era”.

Qui il post integrale: https://www.facebook.com/share/1C3x4vpNtc/

© Riproduzione riservata

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