LIVORNO – “Casi di scabbia alla scuola Agnoletti”. La denuncia arriva dai consiglieri comunali di Fdi Marcella Amadio e Alessandro Perini.
“Ad oggi – dicono – risultano quattro casi registrati da novembre a oggi. Non si tratta quindi di un episodio isolato, ma di una situazione che si protrae da tempo e che, secondo quanto segnalato, vedrebbe addirittura recidive negli stessi soggetti. Proprio questo elemento appare particolarmente allarmante. Quando la scabbia si ripresenta a distanza di settimane sugli stessi bambini, significa che la profilassi potrebbe non essere stata eseguita in modo completo o in maniera adeguatamente coordinata. La procedura sanitaria, infatti, è chiara e prevede l’isolamento del paziente, il trattamento farmacologico tempestivo dei contatti stretti e dei familiari, un’accurata bonifica ambientale e il lavaggio di indumenti e biancheria ad alte temperature. Se anche uno solo di questi passaggi viene trascurato o applicato con superficialità, il rischio di nuova diffusione diventa concreto. Ed è proprio quello che si sta verificando nella scuola di Corea”.
“I genitori sono comprensibilmente preoccupati, anche per la percezione di una gestione poco trasparente della vicenda – dicono i consiglieri di opposizione – Quando si parla di salute dei minori, il silenzio istituzionale e le scarne comunicazioni non aiutano e rischiano, anzi, di alimentare la sfiducia. Nei genitori, infatti, è diffuso il timore che, per andare in contro alle famiglie, si sia chiuso un occhio sulla completa o corretta profilassi, anticipando il ritorno a scuola dei bambini anzitempo. Per questo motivo, insieme alla collega Amadio, abbiamo deciso di presentare un question time al Sindaco nel prossimo Consiglio comunale, affinché venga fatta piena chiarezza. È necessario sapere se Asl abbia svolto le dovute verifiche e vigilato sull’effettiva applicazione delle misure di profilassi, se i bambini siano stati correttamente visitati al termine del periodo di isolamento. Vogliamo capire, inoltre, se il Comune sia formalmente a conoscenza dei casi e se il Sindaco, quale autorità sanitaria locale, abbia sollecitato o intenda sollecitare ingiusti interventi a tutela della salute pubblica”.
“Visto che parliamo di acari – concludono Amadio e Perini – forse è il caso di ricordare che problemi non si risolvono nascondendoli come la polvere sotto il tappeto. Serve trasparenza e un migliore coordinamento tra le istituzioni coinvolte”.



