CAPOLIVERI – Fare chiarezza sul ruolo della Gestione Associata del Turismo e smettere di utilizzarla come “capro espiatorio di ogni problema del turismo elbano”. È la posizione netta espressa da Niccolò Censi e Gabriele Rotellini, coordinatore e co-coordinatore della GAT, in un intervento mirato a delineare compiti, cifre e responsabilità legate alla promozione dell’isola.
“La GAT si occupa della comunicazione e della promozione turistica dell’Isola d’Elba. Non governa unilateralmente il turismo elbano e non interviene sul territorio dei singoli comuni”, precisano Censi e Rotellini. I coordinatori ricordano come la scelta dei Sindaci di puntare sul contributo di sbarco anziché sulla tassa di soggiorno sia stata una decisione politica precisa: “Consentire di distribuire le risorse sul territorio in maniera più equilibrata, evitando che i Comuni con una minore concentrazione di strutture ricettive fossero automaticamente penalizzati. Il turismo elbano è un sistema insulare e non la somma di sette piccoli turismi comunali”.
Anche sul piano dei numeri viene fatta massima trasparenza. Nel 2025, a fronte di una previsione d’incasso prudenziale di 4,1 milioni di euro, il gettito effettivo ha raggiunto circa 5,1 milioni. Di questi, 3 milioni sono andati direttamente ai sette Comuni per interventi locali, mentre la restante quota ha finanziato la promozione, la logistica e le attività di accoglienza dell’intera destinazione. “La quota eccedente non diventa una disponibilità di Capoliveri”, chiariscono i coordinatori, ricordando che la convenzione affida a Capoliveri solo la gestione amministrativa, mentre le scelte strategiche spettano alla Consulta dei Sindaci. “I progetti vengono sottoposti ai Sindaci e devono essere approvati. Parliamo di risorse pubbliche, quindi di procedure, atti e controlli che devono necessariamente essere rispettati”.
In conclusione, dalla GAT arriva un invito a superare le polemiche per concentrarsi sulla competitività dell’isola. “Il turismo non dipende soltanto dalla promozione. Dipende dal prodotto che siamo capaci di offrire, dai servizi, dai trasporti, dai prezzi e dalla qualità dell’accoglienza. Continuare a dividerci su chi prende qualche euro in più o in meno, mentre competiamo con destinazioni organizzate che ragionano come un unico territorio, rischia di farci perdere di vista il problema vero. L’Elba è una sola destinazione”.


