LIVORNO – La riconferma di Fabio Tinti alla guida di Confesercenti provinciale è stata al centro dell’assemblea che si è svolta ieri (10 aprile) a Cecina, un appuntamento che ha offerto l’occasione per fare il punto sulle sfide che il tessuto economico locale sta affrontando e sulle priorità per il futuro.
Tinti, nuovamente scelto per guidare l’associazione, ha aperto i lavori con una riflessione sul contesto attuale, segnato da una forte instabilità internazionale che continua a ripercuotersi su imprese e famiglie. “Ci troviamo dentro uno scenario di incertezza che pesa sui mercati, sulle catene di approvvigionamento, sui costi dell’energia e delle materie prime» ha spiegato. «Il caro carburanti incide su ogni filiera – trasporti, logistica, turismo, commercio – erodendo margini e capacità di programmazione. In un clima che rallenta consumi e investimenti, gli imprenditori chiedono certezze, strumenti e continuità“.
Nel suo intervento, il presidente ha tracciato un quadro delle diverse realtà territoriali della provincia, evidenziandone criticità e potenzialità. Per la Val di Cecina, ha richiamato la necessità di una regia più strutturata capace di puntare con decisione sulla destagionalizzazione. La Val di Cornia, ha osservato, “continua a crescere, ma ha bisogno di servizi più moderni e di una transizione che non sia soltanto industriale”.
All’Isola d’Elba, invece, il tema centrale resta quello dei collegamenti marittimi: “Servono più frequenza, più affidabilità e più sostenibilità”.
Un passaggio importante è stato dedicato alle infrastrutture, considerate un elemento strategico per la competitività del territorio. “Per far funzionare il nostro sistema economico servono collegamenti moderni e continui» ha ribadito Tinti. Tra le priorità indicate: assi viari capaci di connettere Livorno, Rosignano, Piombino, la Val di Cecina e le aree interne; il completamento della SS 398 fino al porto di Piombino; investimenti significativi sul trasporto ferroviario. “La logistica del futuro non può basarsi solo sulla gomma”.
Altro nodo cruciale è quello dell’accesso al credito, che continua a rappresentare un ostacolo per micro e piccole imprese. “In un contesto di margini ridotti e alta volatilità, la disponibilità di risorse finanziarie è fondamentale. Eppure molte imprese incontrano difficoltà nell’ottenere finanziamenti adeguati, spesso con tassi più elevati proprio per i soggetti più fragili. Occorre rafforzare gli strumenti di sostegno e semplificare le procedure. Senza credito non c’è innovazione né crescita”.
Tinti ha infine richiamato l’attenzione sul fenomeno della desertificazione commerciale, che non riguarda solo l’economia ma la qualità della vita dei territori. “La chiusura di un negozio significa perdita di servizi, minore sicurezza, meno relazioni sociali. Nei piccoli comuni questo impatto è ancora più evidente. Contrastare la desertificazione significa agire su più livelli: sostegno economico, rigenerazione urbana, semplificazione amministrativa, incentivi al ricambio generazionale. Il commercio di prossimità è un presidio fondamentale di coesione sociale”.



