LIVORNO – Dalla Camera di Commercio dati positivi per l’economia livornese. Salvetti: “Zittite le cassandre”.
Il sistema produttivo livornese è resiliente, ovvero risponde al quadro generale insidioso e difficile. È questa la positiva indicazione che arriva dal rapporto annuale sull’economia presentato dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno e dal suo presidente Riccardo Breda.
“In questo rapporto – commenta il sindaco Luca Salvetti – sono stati annullati i pensieri delle cassandre che vedono il territorio livornese costantemente in crisi, confermate molte visioni ottimistiche come quelle della crescita del turismo con effetti virtuosi sull’economia e della tenuta dell’artigianato e del commercio, individuati gli spazi dove prestare attenzione soprattutto nella crisi dell’industria, registrate belle sorprese sia per il dato occupazionale generale (+1,1%) sia per il lavoro femminile (+2,7%)”.
Come rileva il sindaco, il settore dei servizi è da tempo considerato sinonimo di resilienza. Essendo il settore con il valore aggiunto più elevato, ha garantito sin ora la stabilità dell’intero sistema economico territoriale. A prezzi correnti, nel 2025 il terziario sembra continuare a crescere, seppur a ritmi più moderati rispetto al passato: Livorno segna un +1,7%. In questo quadro il Turismo traina, con la crescita di Livorno tra le più marcate della regione.
Il settore costruzioni dopo il boom legato al 110 e al Pnrr che ha visto crescite marcate sta rientrando nella normalità.
L’Italia sta affrontando una crisi profonda nei suoi comparti industriali più pesanti, in alcuni dei quali è coinvolta in modo importante anche la provincia di Livorno. Il settore automotive ha toccato i minimi produttivi da 70 anni, soffrono anche la chimica di base e la siderurgia in modo ormai cronico.
A Livorno l’agricoltura ha un peso percentuale inferiore sul valore aggiunto, essendo un’economia più industriale e terziarizzata, ma resta il fatto che esprime punte di altissimo valore aggiunto per ettaro.
Mettendo insieme i veri settori in considerazione al valore aggiunto, Livorno dal 2023 al 2026 si è rimesso in linea con la media toscana e con quella nazionale che sono in sostanziale assenza di variazioni (Livorno prima era ben sotto queste medie).
Rispetto al 2024 si assiste ad un aumento dell’indice occupazionale per Livorno. Nel mercato del lavoro livornese si assiste ad una dell’occupazione maschile pressoché invariata (-0,1%) mentre le donne occupate aumentano del 2,7%. Ne consegue un incremento occupazionale complessivo pari a +1,1%.
Il 2025 si chiude con una significativa contrazione delle donne in cerca di lavoro e delle inattive, nonché con un aumento delle occupate e della forza lavoro femminile.
L’analisi dei fabbisogni professionali per il 2025 delinea, per la provincia di Livorno, un quadro di spiccata vitalità, caratterizzato da un mercato del lavoro dinamico in cui un’ampia platea di imprese risulta attiva nei programmi di assunzione. La spinta occupazionale in termini di volumi è trainata dai Servizi, con una netta prevalenza dei comparti turistico-alberghiero e commerciale. Nel 2025 il sistema imprenditoriale livornese ha programmato entrate di personale per oltre 35.000 unità, circa il 9,5% delle entrate indicate a livello regionale. Stando alle dichiarazioni degli imprenditori, l’88,9% delle entrate previste è da associare alla volontà di assumere personale dipendente, percentuale significativamente superiore alla media regionale (85,4%) e nazionale (85,3%).
Per il 2025 Prometeia stima un valore medio del reddito pro capite pari a 26.177 euro a livello regionale e 24.520 per il contesto nazionale. A Livorno la disponibilità di reddito risulta superiore a quella media regionale e nel capoluogo questo elemento è ancora più marcato. C’è un altro dato di assoluto interesse che riguarda il rapporto dei livornesi con le banche, un dato che ci dice che negli ultimi anni le sofferenze bancarie totali rilevate a Livorno hanno subito un’evidente riduzione (-27,4%).


