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Livorno, il Tgr Leonardo entra nella banca del germoplasma del Museo del Mediterraneo

Il programma Rai dedicato alla scienza ha documentato il lavoro svolto a Livorno per conservare semi di specie rare e a rischio estinzione

LIVORNO – La banca del germoplasma del Museo del Mediterraneo di Livorno è stata protagonista di un servizio andato in onda nell’edizione del 22 maggio del Tgr Leonardo, storico programma Rai dedicato alla scienza e alla tecnologia. Una troupe televisiva ha visitato il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo per documentare le attività di conservazione dei semi di specie vegetali locali e rare.

Nel corso dell’intervista realizzata dal giornalista Giorgio Giglioli, il direttore del Museo, Antonio Borzatti, ha spiegato il ruolo strategico della struttura nella tutela della biodiversità vegetale della provincia di Livorno e dell’Arcipelago Toscano. Attraverso protocolli scientifici specifici, il Museo conserva infatti semi di piante autoctone, endemiche o considerate a rischio estinzione.

Come raccontato nel servizio Rai, all’interno dei frigoriferi della banca vengono custodite circa 200 specie vegetali a una temperatura di circa meno 20 gradi. L’obiettivo è garantire la sopravvivenza genetica delle piante nel caso in cui cambiamenti climatici, incendi o specie invasive possano comprometterne la presenza in natura.

“Se una di queste specie venisse cancellata – viene spiegato nel servizio – i semi conservati potrebbero essere reintrodotti nell’ambiente naturale”. I campioni custoditi vengono inoltre utilizzati per attività di ricerca e per scambi scientifici con altre istituzioni specializzate nella conservazione botanica.

Le riprese si sono poi spostate sulle colline livornesi, nella zona delle Palazzine, considerata un’area particolarmente importante per le attività di campionamento. Qui il terreno è caratterizzato dalla presenza di rocce serpentiniche ricche di metalli pesanti, condizioni ambientali difficili che hanno favorito nel tempo lo sviluppo di specie vegetali altamente specializzate.

Con il supporto dell’agronoma Emanuela Silvi, il servizio ha approfondito il caso dell’Alisso di Bertoloni, pianta endemica che riesce a crescere proprio grazie alle caratteristiche di queste rocce scure. Nel servizio viene spiegato come alcune specie abbiano sviluppato adattamenti particolari per sopravvivere in ambienti estremi, riducendo per esempio la traspirazione delle foglie oppure crescendo aderenti al terreno.

Ampio spazio è stato dedicato anche alle procedure di raccolta e conservazione dei semi. Dopo il prelievo in natura, i campioni vengono schedati secondo standard internazionali, quindi sottoposti a pulitura, disidratazione e successivamente collocati nei frigoriferi della struttura. Nel tempo vengono effettuati test periodici di germinazione per verificare la vitalità dei semi e monitorarne la durata, che può variare da pochi giorni fino a diversi decenni a seconda della specie.

© Riproduzione riservata

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