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domenica 31 Maggio 2026
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No alla guerra, al riarmo e alla cementificazione: tre giorni di mobilitazione a Livorno

Ieri la 'critical mass' in bici che ha bloccato la A12 da Livorno a Pisa, oggi la biciclettata per dire no all'asta degli Orti Urbani di via Goito

LIVORNO – Tardo pomeriggio di caos e paralisi totale per il traffico lungo la direttrice che collega Livorno a Pisa. L’autostrada A12 è rimasta completamente bloccata a causa dell’invasione di centinaia di manifestanti che hanno dato vita a una protesta pacifica ma dagli effetti pesantissimi sulla viabilità. Protagonisti del blocco sono i partecipanti della Ciemmona 2026, la Critical Mass intergalattica che quest’anno ha scelto proprio il territorio livornese come teatro del proprio raduno annuale per manifestare contro le guerre, il riarmo e la cementificazione.

I cicloattivisti, giunti da ogni parte d’Italia e dall’estero, si erano dati appuntamento alle 14,30 in piazza della Repubblica. Da lì è partito il serpentone di biciclette e mezzi ecologici che, muovendosi in Variantina, ha fatto clamorosamente ingresso dal casello autostradale di Livorno Centro, sbarrando di fatto la carreggiata in direzione nord verso la città della Torre Pendente e mandando in tilt la circolazione. La marea su due ruote ha poi proseguito la propria marcia fino a raggiungere i cancelli della base militare americana di Camp Darby, presidiata per l’occasione. Sul posto sono intervenuti in forze gli agenti della polizia per gestire la viabilità e monitorare la situazione; fortunatamente la protesta si è svolta in modo pacifico e non si sono registrati disordini o momenti di tensione.

Il movimento della Critical Mass, nato nei primi anni Novanta a San Francisco, si propone da sempre come uno strumento non violento per riappropriarsi degli spazi urbani e porre l’accento sulla vivibilità delle città.

Nell’edizione livornese del 2026, i collettivi locali hanno voluto legare i temi pacifisti globali a una calda vertenza cittadina: la salvaguardia degli Orti urbani di via Goito. Si tratta di un’oasi verde incastonata nel tessuto urbano, oggi minacciata da un progetto edilizio che prevede la costruzione di quattro palazzine private. Gli organizzatori hanno alzato le barricate contro l’amministrazione comunale in vista dell’imminente asta pubblica, lanciando un messaggio chiarissimo: chiunque acquisterà l’area troverà un’opposizione determinata a non cedere un solo centimetro di verde. La tre giorni di mobilitazione, che andrà avanti fino a oggi (31 maggio) prevede dibattiti e serate culturali nei due spazi sociali dell’ex caserma occupata di via Adriana e del Teatro del Refugio, prima della pedalata di chiusura fissata oggi agli Orti di via Goito.

© Riproduzione riservata

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