LIVORNO – Pagamento contactless sul bus? Non sempre funziona. E il rischio è quello di restare, come si dice in Toscana ‘becchi e bastonati’.
È quanto emerge dal racconto di un passeggero di un bus di linea a Livorno, ingiustamente sanzionato. Ecco il suo racconto.
“Ho sempre sentito parlare dei muri di gomma della burocrazia, ma non pensavo di sbatterci la faccia per una banale corsa in autobus – spiega – Come sempre, salgo sul bus per andare a lavoro e pago con il cellulare. Qualche giorno fa sale il controllore e mi chiede di vedere il mio wallet (contenente i miei acquisti privati) per verificare il pagamento. Gli spiego che gli addebiti di Autolinee Toscane (At) compaiono magicamente solo a notte fonda, ma lui è inflessibile: scatta la sanzione. Da bravo cittadino pago la multa sul momento, anche perché l’addetto mi dice che posso presentare ricorso”.
“Mando subito la prima Pec con multa e foto notturna del wallet: nessuna risposta. Mi reco presso gli uffici At, dove il referente non c’è e non sanno dirmi quando trovarlo – prosegue il racconto – Qui mi danno un modulo cartaceo da inviare via Pec. Nessuna informazione aggiuntiva e nessuna risposta ancora dalle Pec inviate. Siccome immagino che ci voglia del tempo, aspetto, sino a quando non scopro che sul sito At c’è un’area per verificare i pagamenti contactless. Inserisco i miei dati e… voilà! Un documento ufficiale At certifica che avevo pagato il biglietto 13 minuti prima del controllo. Provo a contattare l’assistenza che, dopo 20/30 minuti di squilli a vuoto, mi dice di usare il modulo reclami sul sito. Lo compilo diverse volte, ma il sistema si blocca sempre alla fine restituendo un messaggio di errore con un ironico Riprova più tardi. Dunque terza Pec in cui allego l’attestazione del pagamento, faccio presente che forse dovrebbero informare meglio sulla possibilità di verificare i propri pagamenti e che il loro sito non funziona poi così bene”.
“E alla fine arriva l’attesa risposta via Pec dall’azienda – conclude la storia – Il verdetto? Visto che ho deciso di fare la persona corretta pagando la multa contestualmente, il regolamento dice che non posso più fare ricorso. Oggi mi ritrovo con un verbale che mi accusa di non aver pagato, un documento della stessa azienda che certifica che ho pagato, e una mail che sostanzialmente mi dà dell’ingenuo per aver saldato subito la sanzione”.
“A questo punto la domanda sorge spontanea – conclude il cliente – Quando sali sul bus, ti conviene davvero pagare regolarmente il biglietto e rischiare l’inferno della ‘buona fede burocratica’? O forse, paradossalmente, scommettere sull’evasione è diventato meno stressante che scontrarsi con un sistema dove, se paghi subito per non avere problemi, sei tu ad avere inesorabilmente torto?”.



