LIVORNO – Le lavoratrici e i lavoratori della Pierburg di Livorno, riuniti in assemblea oggi (2 aprile), hanno approvato all’unanimità l’ordine del giorno che conferma lo stato di agitazione sindacale e il mandato alla Fiom Cgil. La decisione arriva dopo l’incontro al ministero delle imprese e del made in Italy, in una fase di profonda incertezza legata alla cessione dello stabilimento e al difficile contesto del settore automotive.
Lo stabilimento di via Salvatore Orlando rappresenta una realtà produttiva storica per la città, costruita nel tempo grazie alla professionalità di 245 addetti altamente specializzati. La prospettata cessione del ramo d’azienda coinvolgerebbe il fondo di investimento statunitense One Equity Partners, un soggetto di natura puramente finanziaria che, secondo i lavoratori, non garantirebbe automaticamente la continuità industriale del sito. Tale operazione si inserisce nella strategia della multinazionale tedesca Rheinmetall che, negli ultimi anni, ha concentrato gli investimenti nel settore della difesa e delle tecnologie belliche, avviando un progressivo disimpegno dalle attività civili e dal comparto automotive.
Questa spinta verso la conversione della produzione civile in bellica, alimentata dai piani di riarmo europei, sta portando alla vendita in blocco di circa quaranta sedi nel mondo, minacciando la sicurezza economica di decine di famiglie livornesi. Per questo motivo, l’assemblea ribadisce la necessità di affrontare la cessione con serietà, evitando semplificazioni e scorciatoie. I lavoratori affermano con forza che è necessario definire regole di cornice chiare e vincolanti: qualsiasi acquirente, indipendentemente dalla propria natura, dovrà presentare prima della firma definitiva un piano industriale dettagliato, verificabile e con impegni occupazionali precisi.
Secondo quanto emerso dall’assemblea, l’obiettivo prioritario resta la tenuta occupazionale e la continuità produttiva del sito attraverso una soluzione industriale credibile. Eventuali percorsi di diversificazione produttiva sono considerati processi complessi che richiedono tempo, investimenti e scelte concrete, e non sono accettabili operazioni che possano indebolire lo stabilimento durante la transizione. I lavoratori chiedono informazioni trasparenti, nuovi prodotti e clausole anti-delocalizzazione, rivendicando il valore delle proprie competenze tecniche come patrimonio cruciale anche per la futura mobilità sostenibile.
L’assemblea ha dunque impegnato la Rsu e la Fiom Cgil a sostenere queste posizioni in tutti i tavoli di confronto e a lavorare per la definizione di un accordo di garanzia vincolante. La rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori di Livorno resta ferma sulla necessità di un confronto costante e trasparente, decisa a difendere un presidio industriale che costituisce un valore per l’intero territorio e per i diritti sociali della comunità.



