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Guerra Iran-Usa e rischio austerity, Montano (Simi): “Se ci sarà rivedere tutti insieme priorità Ssn”

(Adnkronos) – La crisi geopolitica corre e le conseguenze oltre che colpire in modo drammatico le popolazioni coinvolte hanno un impatto su tutta la comunità mondiale. Con il conflitto tra Iran e Usa-Israele c’è un rischio austerity che potrebbe mettere in crisi i sistemi sanitari e la salute degli italiani. “La guerra, che come medico ripudio, ha un impatto economico enorme: pensiamo solo all’aumento dei prezzi o all’inflazione, ma quello che preoccupa è il peggioramento dei determinanti di salute che sono i fattori socio-economici legati alle prospettive di vita e di salute”. Così all’Adnkronos Salute Nicola Montano, presidente delal Simi (Società Italiana di Medicina Interna), la più antica società medica italiana fondata nel 1887. Se dovesse innescarsi l’austerity “occorre rivedere le priorità del Ssn, ribadendo che il Servizio sanitario nazionale garantirà sempre le emergenze, ma il perdurare dello stallo economico necessità di lavorare ad una riorganizzazione del Ssn”, suggerisce Montano che osserva come “il problema non è solo economico, come spesso si dice, serve rendere il Ssn più efficiente con una riorganizzazione che potrebbe anche portare poi dei risparmi”.  

L’auspicio del presidente della Simi “è che ci sia un Governo che abbia il coraggio di fare questa riforma del Ssn, che per la complessità del sistema ha la necessità di tempi lunghi e non è immediata – avverte – L’età media degli italiani non è quella di 40 anni fa e anche la quota di malati cronici è aumentata. La Spagna e il Portogallo ha fatto un riforma e oggi stanno superando il nostro Ssn. Quindi non è solo un tema che riguarda l’Italia ma l’Europa”. Potrebbe essere necessario una piano d’emergenza per il Ssn? “Nessuno da solo ha la bacchetta magica, serve unità d’intenti – risponde il presidente – Una riforma può nascere solo dalla condivisione di tutti e dalla volontà politica, senza dimenticare un pensiero medico molto trasversale. Io ci metto la mia volontà e il mio pensiero, se lo fanno tante teste lavorando – in accordo con la politica – si può cambiare”.  

Le guerre e le crisi economiche che ne conseguono non vanno sottovalutate se si guarda all’allungamento della vita “che c’è ma va detto che viviamo di più e con più malattie e ci si ammala decisamente prima rispetto al passato – chiosa Montano – In una situazione di crisi come quella attuale aumenta anche il senso di insicurezza dei giovani. C’è poi un risvolto psicologico forte, ad esempio, legato allo spettro della guerra nucleare e alle domande di ragazzi su questo. Quindi nel momento in cui arriva l’insicurezza economica, gli italiani potrebbero rinunciare a visite, terapie ed esempi – ipotizza – ma allo stesso tempo scegliere alcuni generi alimentari rispetto ad altri – magari più pasta e meno carne – e questo ha un effetto sulla dieta con correlazioni come l’aumento del sovrappeso, dell’obesità e dell’incidenza del diabete. Le famiglie per ridurre le uscite – conclude – potrebbero rinunciare a far fare le attività sportive ai figli e questo anche impatta sulla salute dei ragazzi”.  

salute/sanita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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