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Bambino Gesù celebra 50 anni di scuola in ospedale, seguiti 70mila studenti in 25 anni

(Adnkronos) – Aiutare i bambini e i ragazzi a non perdere il contatto con gli studi, con gli amici e la semplice vita di tutti i giorni anche nel corso di un lungo ricovero in ospedale. È questo l’obiettivo che da 50 anni guida la scuola in ospedale del Bambino Gesù, che oggi ha festeggiato ufficialmente l’importante traguardo durante un convegno tenutosi a Roma, all’Auditorium Valerio Nobili. La scuola del Bambino Gesù ha iniziato la sua attività nell’anno scolastico 1975-76. Da allora, grazie alla continuità didattica, migliaia di ragazzi dalla scuola primaria alla maturità hanno potuto affrontare il futuro con maggiore serenità: solo negli ultimi 25 anni sono stati seguiti circa 70.000 studenti. Vivo apprezzamento è stato espresso in un messaggio dal ministro per l’Istruzione e il Merito, Giuseppe Valditara, per l’iniziativa, che “celebra un traguardo di straordinario valore umano, educativo e sociale. Cinquant’anni di attività della scuola in ospedale – le parole di Valditara – testimoniano un impegno costante nel garantire il diritto all’istruzione anche nei momenti più difficili della vita dei giovani pazienti, offrendo loro un fondamentale presidio di crescita, speranza e continuità: proprio consapevoli dell’importanza di tale diritto, abbiamo stanziato 20 milioni di euro per la scuola in ospedale”. Particolarmente significativa, per il ministro, la scelta di “dare voce alla testimonianza di una ex paziente che, grazie alla determinazione personale e al sostegno ricevuto, ha potuto conseguire il diploma durante il percorso di cura. Una vicenda esemplare che rende evidente il ruolo prezioso svolto dai docenti e da tutti coloro che, con competenza e dedizione, contribuiscono quotidianamente al successo di questa importante realtà”. 

“La scuola in ospedale – ha affermato il presidente del Bambino Gesù, Tiziano Onesti – non è soltanto il luogo in cui si continua a studiare: è un ambiente che offre sostegno, normalità e un collegamento vivo con il mondo esterno. Gli insegnanti e gli educatori non si limitano a fare lezione, ma costruiscono un contesto sicuro e stimolante, nel quale i bambini possono esprimersi con libertà e sentirsi accolti. La scuola diventa così parte integrante del percorso di cura, con un approccio che promuove il benessere complessivo del bambino”.  

All’incontro sono intervenuti, oltre al presidente Onesti, Mons. Carlo Maria Polvani, Segretario per la sezione dell’Educazione del Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione, Massimo Ammaniti, professore onorario di Psicopatologia dello Sviluppo presso la Facoltà di Medicina e Psicologia della Sapienza Università di Roma, Lucia Celesti, Responsabile Urp e accoglienza dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, Tiziana Catenazzo, presidente della Rete nazionale Scuola in ospedale e istruzione domiciliare, Luigia Della Femina, già coordinatore insegnanti della Scuola in ospedale al Bambino Gesù, Anna Paola Sabatini, direttore generale Ufficio scolastico regionale per il Lazio – Mim, Raffaele Mantegazza, docente di Scienze umane e pedagogiche presso l’università di Milano-Bicocca e le giovani Michelle Arcangeli e Giorgia Spada che hanno potuto frequentare le lezioni del Bambino Gesù senza interrompere la continuità scolastica. Nella scuola in ospedale, gli insegnanti si muovono tra i reparti: le lezioni si tengono principalmente al letto del paziente o, per piccoli gruppi, in spazi comuni. L’orario è adattabile alle necessità terapeutiche (degenze brevi, ricoveri prolungati, Day hospital). I docenti operano quotidianamente, dal lunedì al sabato, individuando i pazienti in base alle segnalazioni dei capisala e dei coordinatori. Si creano percorsi educativi personalizzati in collaborazione con la scuola di provenienza, fornendo report periodici sugli argomenti trattati per facilitare, quando possibile, il reinserimento in classe. Per gli studenti con ricoveri prolungati, è prevista una programmazione individuale con valutazioni, scrutini ed esami – anche online – seguendo il calendario scolastico. L’intero programma è coordinato dalla Direzione sanitaria attraverso i servizi di accoglienza. 

 

Cinquant’anni fa, al Gianicolo, la scuola in ospedale – informa una nota del Bambino Gesù – partì con appena due insegnanti per un piccolo gruppo di bambini della primaria. Negli anni ’80 si aggiunse la scuola secondaria di primo grado, e negli anni ’90 quella di secondo grado. Parallelamente, l’attività si è estesa a Palidoro, Santa Marinella e, dal 2023, al Centro di cure palliative di Passoscuro, dove recentemente la proposta è stata allargata anche ai fratelli e sorelle dei piccoli pazienti. Oggi il team è composto da 80 docenti della scuola pubblica, provenienti dagli Istituti comprensivi Virgilio (Roma), Fregene-Passoscuro e Pietro Maffi (Palidoro e Passoscuro), e dai licei Virgilio di Roma e Vittoria Colonna di Palidoro e Passoscuro. Il convegno in Auditorium Nobili è stata l’occasione per offrire ai dirigenti scolastici di questi istituti un attestato di riconoscimento per l’impegno profuso in questi anni a favore dei bambini ricoverati in ospedale. 

“Insegnare in ospedale – si legge – richiede competenze specifiche. Per questo, al Bambino Gesù è attivo un progetto pilota di formazione per i docenti delle diverse sedi, finalizzato a migliorare il coordinamento con il personale medico e la qualità della vita dei bambini e delle loro famiglie. I temi trattati vanno dal Codice etico dell’Ospedale alla prevenzione delle infezioni e sicurezza, ponendo attenzione anche alle relazioni con pazienti e familiari, alle differenze culturali e religiose, e a sviluppare una didattica personalizzata in base alle diverse patologie, specie nell’approccio a bambini con malattie croniche complesse, oncologiche, neuropsichiatriche e cure palliative pediatriche. La scuola in ospedale non si limita a seguire le lezioni tradizionali, ma offre molte altre opportunità educative”. Lo ‘Sportello didattico online’ consente ai ragazzi nelle case di accoglienza di partecipare a lezioni pomeridiane a distanza, integrando le attività in presenza del mattino. Per gli studenti delle superiori, dal 2019 è stato avviato il primo progetto nazionale di Formazione scuola-lavoro in ambito ospedaliero, che si basa su una convenzione triennale con tre ‘Case di accoglienza’. Inoltre, è stato avviato un progetto di orientamento universitario/post-diploma in collaborazione con la Scuola Infermieristica Pier Giorgio Frassati e un’associazione partner dell’ospedale. È attivo, inoltre, un corso di prima alfabetizzazione per pazienti stranieri e i loro accompagnatori (solitamente un genitore), svolto sia in presenza che online per facilitare l’integrazione e la partecipazione consapevole nella cura. Nel 2025, 32 stranieri di 8 diverse nazionalità, hanno potuto usufruirne. 

“Continuare a studiare durante il ricovero è parte essenziale del percorso di cura – conclude la nota -. Un bambino o un ragazzo che trascorre lunghi periodi in ospedale non deve temere di restare indietro o di perdere il contatto con i coetanei. La regolarità delle lezioni e il rapporto con gli insegnanti rinforzano la determinazione a guarire e sostengono il benessere psico-fisico.Nell’ultimo anno scolastico, oltre 4.000 studenti (ricoverati o in day hospital) hanno partecipato alla Scuola in ospedale del Bambino Gesù: 5 di essi si accingono a sostenere l’esame di terza media e uno la maturità. Dal 2000 al 2025, sono stati seguiti più di 70.000 alunni e negli ultimi 5 anni, 65 studenti hanno avuto l’opportunità di sostenere l’esame di terza media o di ottenere il diploma di maturità”. 

salute/sanita

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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