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lunedì 22 Giugno 2026
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A Villa Fabbricotti si presenta il rapporto sulle politiche urbane per le città

Dall'adattamento al cambiamento climatico all'inclusione sociale: appuntamento giovedì (25 giugno) alle 11 alla biblioteca labronica Guerrazzi

LIVORNO – Giovedì (25 giugno) dalle 11 alla biblioteca labronica Guerrazzi di Villa Fabbricotti, Livorno sarà presentato il Rapporto di ricerca IFEL-Mecenate 90 Uno sguardo retrospettivo sulle politiche urbane per le città medie e metropolitane. Ricomporre visioni di città.

Il rapporto dà un quadro di alcune città italiane che ben rappresentano l’emergere di problemi comuni pur nei diversi contesti urbani, come l’adattamento al cambiamento climatico e l’inclusione sociale, ma anche le innovazioni e le soluzioni che i governi locali promuovono per dare servizi alla popolazione e riqualificare gli spazi della vita urbana.

Ne dà notizia l’assessora all’Urbanistica del Comune, Silvia Viviani, sottolineando l’importanza del fatto che Ifel abbia scelto Livorno per l’importante evento, in occasione del quale dialogheranno gli enti e i soggetti coinvolti: l’università di Firenze (professor Giuseppe De Luca), Ance (ingegner Chiara Frangerini), Ifel (Federico Sartori, Responsabile U.O. analisi, programmazione e politiche territoriali Ifel, Francesco Monaco, dipartimento supporto ai Comuni e politiche europee Ifel), Associazione Mecenate 90 (Ledo Prato, segretario generale), l’amministrazione comunale (nella persona della stessa assessora Silvia Viviani).

Insieme presenteranno il rapporto anche per richiamare i progetti e i programmi in corso e ascoltare cittadinanza e popolazione che vorranno intervenire. Nel rapporto l’analisi si concentra su tre questioni principali: Come vengono letti e costruiti i problemi locali che vengono poi trattati all’interno di progetti finanziati dalle politiche urbane realizzate dai diversi livelli di governo? Attraverso quali strumenti i comuni mettono a sistema le diverse politiche per realizzare un proprio progetto di città? Quale ruolo ha avuto il Pnrr sia nel contribuire alla soluzione dei problemi locali sia negli strumenti adottati a livello locale?

Ha scritto Pierciro Galeone, direttore Ifel nell’introduzione del rapporto: “Le analisi dei casi studio presentate nel rapporto si concentrano su un aspetto cruciale ma ancora relativamente poco indagato e sistematizzato nelle attività di ricerca della Fondazione Ifel: la capacità dei comuni di costruire, interpretare e tradurre i bisogni locali in visioni sistemiche, strategie territoriali e progetti coerenti, utilizzando in modo integrato le opportunità e le risorse offerte dalle politiche europee, nazionali e regionali. Ricostruire il modo in cui i comuni oggetto di studio hanno identificato e affrontato i problemi ritenuti prioritari per i territori amministrati, collegandogli interventi e i progetti realizzati ai fabbisogni emersi attraverso una mobilitazione intelligente e mirata delle diverse fonti di finanziamento disponibili nelle varie fasi della programmazione degli investimenti pubblici (Pnrr, Fsc, Politica di coesione e altri interventi e politiche nazionali), rappresenta un passaggio fondamentale per comprendere non soltanto l’efficacia delle politiche urbane, ma anche la qualità dei processi di governo locale. Le esperienze analizzate mostrano come la capacità dei comuni di orientare le trasformazioni urbane dipenda sempre più dalla possibilità di tenere insieme alcune dimensioni tra loro strettamente intrecciate tra loro e che definiscono gli elementi critici – i trade-off – ripresi nelle conclusioni di questo rapporto: la costruzione di visioni strategiche di medio-lungo periodo e la necessità di confrontarsi con strumenti e tempi di attuazione sempre più stringenti; la natura integrata dei problemi urbani e la frammentazione dei programmi e delle politiche che insistono sui territori; l’ampliamento delle responsabilità attribuite alle amministrazioni locali e la disponibilità effettiva di competenze, risorse e capacità organizzative; la crescente centralità della conoscenza, dei dati e delle attività di programmazione rispetto alla necessità di mantenere il governo delle trasformazioni urbane dentro processi di decisione pubblica e democratica.

Per l’iniziativa è stato disposto dall’Ordine degli Appc di Livorno il rilascio di due crediti formativi agli architetti partecipanti.L’entrata è libera

© Riproduzione riservata

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