Pierburg Livorno, spiraglio dal tavolo ministeriale: Regione e Comune chiedono fatti

Rheinmetall ipotizza di portare in città produzioni legate all’elettrico, ma Fabiani e Mirabelli attendono impegni scritti e investimenti entro il 30 novembre

LIVORNO – Primi segnali di schiarita, ma per il futuro industriale e occupazionale della Pierburg di Livorno servono fatti e certezze. Tra moderato ottimismo e invito alla cautela commentano l’esito dell’incontro al ministero delle Imprese e del Made in Italy il consigliere speciale del presidente della Regione per le vertenze aziendali Valerio Fabiani e l’assessore alle attività produttive e alle politiche del lavoro del Comune di Livorno Federico Mirabelli.

La riunione del tavolo nazionale, che riguarda anche i siti di Lanciano e Torino, per circa 450 addetti, metà dei quali in Toscana, è stata la prima con la presenza dell’attuale proprietà, il gruppo Rheinmetall, e del fondo Aequita, che dovrebbe rilevare entro la fine dell’anno il ramo d’azienda a cui fanno capo gli stabilimenti. I rappresentanti di Rheinmetall hanno dichiarato la disponibilità a trasferire a Livorno alcune linee produttive legate alla componentistica per veicoli elettrici, una soluzione su cui nelle ultime settimane hanno lavorato dietro le quinte ministero e Regione insieme all’azienda.

“Si tratta sicuramente di uno spiraglio per l’uscita dal tunnel – spiega Fabiani – che si è aperto grazie alla fermezza dei lavoratori, da tre anni in contratto di solidarietà e da mesi in mobilitazione, e all’impegno congiunto di istituzioni e organizzazioni sindacali. Ma siamo di fronte a una disponibilità di massima, su cui manteniamo la massima prudenza. Verificheremo con estrema attenzione, e restiamo in attesa di un piano industriale che si attende da troppo tempo, con impegni concreti e investimenti”.

La Regione si dice pronta ad accompagnare il percorso. “Se il trasferimento delle linee a Livorno sarà confermato – sottolinea Fabiani – la Toscana farà la sua parte con tutti gli strumenti a disposizione, a partire da un importante progetto formativo per il personale. Sappiamo che l’operazione è complessa e richiederà da uno a tre anni. In questa situazione la nostra principale preoccupazione è preservare le competenze dei lavoratori e sostenerne lo sviluppo”.

Per Mirabelli l’incontro è “un passaggio importante nella vertenza”. “Per la prima volta in sede ministeriale – dichiara – è stato possibile avviare un confronto diretto con i rappresentanti europei di Rheinmetall, i vertici della divisione Power Systems, oggetto del processo di vendita, e il fondo Aequita, potenziale acquirente. Un confronto che avevamo richiesto da tempo, con le organizzazioni sindacali, e che consideriamo fondamentale per conoscere le garanzie sociali che Rheinmetall intende assicurare e le prospettive industriali e occupazionali che il nuovo soggetto proprietario sarà in grado di offrire”.

L’assessore entra nel dettaglio di quanto emerso. “I rappresentanti di Rheinmetall Power Systems hanno illustrato una possibile soluzione finalizzata a garantire un saldo occupazionale in pareggio – illustra – È stata prospettata l’ipotesi di trasferire alcune produzioni da uno stabilimento tedesco a quello livornese, con volumi di lavoro che, secondo quanto dichiarato, sono contrattualizzati fino al 2031. Si è fatto riferimento a componenti automotive legati al settore elettrico, senza tuttavia specificare nel dettaglio le produzioni interessate, e a tempi di trasferimento compresi tra uno e tre anni. Sono proprio questi gli elementi che dovranno essere approfonditi, perché la durata dei volumi prospettati, i tempi necessari per trasferire le lavorazioni e la loro effettiva consistenza sono decisivi per valutare la solidità delle garanzie occupazionali”. Sul tavolo è stata avanzata anche la richiesta di una proroga della cassa integrazione.

“Ad oggi, tuttavia, siamo ancora di fronte a un’ipotesi – rileva Mirabelli – non accompagnata da numeri, documenti e impegni formalizzati che consentano di verificarne la reale sostenibilità. È necessario passare dalle dichiarazioni di disponibilità a impegni concreti, misurabili e verificabili”.

Aequita, fondo specializzato nell’acquisizione, nella ristrutturazione e nel rilancio di imprese, che opera con capitali propri, ha confermato l’obiettivo di chiudere l’acquisizione entro il 31 dicembre 2026. “Ha evidenziato due questioni particolarmente rilevanti – informa l’assessore – da una parte la gestione delle eccedenze occupazionali a livello complessivo, dall’altra la necessità di affrontare il problema della competitività di una gamma di prodotti automotive che necessita di un profondo processo di innovazione. Criticità che rendono ancora più urgente la conoscenza delle strategie industriali del fondo, degli investimenti previsti, delle nuove produzioni e delle prospettive dei singoli stabilimenti, a partire da quello di Livorno”.

Il confronto è aggiornato al 30 novembre, data entro la quale Rheinmetall e Aequita dovranno presentare una proposta scritta sulle garanzie occupazionali e sulle prospettive industriali. “Consideriamo questo un passaggio decisivo – conclude Mirabelli – Il prossimo incontro dovrà rappresentare un avanzamento sostanziale. Ci aspettiamo impegni precisi, sia sul versante delle garanzie sociali sia su quello del progetto industriale. Per Livorno la priorità resta la salvaguardia dell’intero perimetro occupazionale e la continuità produttiva dello stabilimento, che rappresenta un patrimonio importante di competenze professionali, capacità industriali e lavoro qualificato. La transizione proprietaria non può tradursi in un arretramento industriale e occupazionale: deve essere l’occasione per costruire una prospettiva di rilancio, innovazione e sviluppo”.

© Riproduzione riservata

spot_img

Notizie correlate

Livorno
poche nuvole
21.8 ° C
22.7 °
21.8 °
76%
6.6m/s
24%
Mer
22 °
Gio
21 °
Ven
19 °
Sab
18 °
Dom
17 °

Ultimi articoli

SEGUICI SUI SOCIAL

VIDEO NEWS