Morte David Rossi, Ris: “Ombre di una o più persone nel vicolo”. Vinci: “Pista porta a organizzazione criminale”

Morte David Rossi, capo comunicazione Mps, precipitato dalla finestra dell’ufficio della sede Monte dei Paschi a Siena in data 6 marzo 2013.

Relazione dei Ris lunedì 12 ottobre in commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Gianluca Vinci, FdI, vicepresidenti Simonetta Matone, Lega Salvini, ed Emiliano Fossi, deputato toscano Pd.

Con audizioni di Luca Gasparollo, comandante della Sezione di intervento operativo del RIS dell’Arma dei Carabinieri di Roma; Federico Zomparelli, comandante della Sezione di fonica e audiovideo del RIS dell’Arma dei Carabinieri di Roma e il tenente colonnello Ris Adolfo Gregori, consulente della Commissione.

Qui il video delle audizioni di lunedì 12 ottobre. 

Ci sono 12 sequenze di ‘ombre’ compatibili con la presenza di una o più persone nell’area cieca all’ingresso di vicolo Monte Pio, a Siena, in un tempo di circa dieci minuti – tra le 20,04 e le 20,14 – del 6 marzo 2013.

Emerge dalle conclusioni della relazione del Ris dei Carabinieri dedicata all’analisi dei filmati di videosorveglianza e alla simulazione effettuata sul posto il 22 giugno 2026.

Gianluca Vinci: Tra la caduta di David Rossi e la comparsa della prima ombra nel vicolo “passano esattamente 4 minuti“, che è il “tempo che ci vuole per scendere dall’ufficio di Rossi, posizionato al terzo piano, al vicolo, come hanno calcolato oggi i Ris. È una coincidenza incredibile. Poi una sagoma ricompare dopo più di 20 minuti, quando Rossi, che prima si muoveva in continuazione, smette di muoversi. Quindi qualcuno si accerta che Rossi sia morto e subito dopo scompare per sempre“.

Poi Vinci: “Non un omicidio d’impeto ma un omicidio commesso da più persone e addirittura il vicolo era bloccato da altre due persone. Un tentativo di estorsione o minaccia finito male è avvalorato dal fatto che Rossi non è stato finito da un killer ma il vicolo viene bloccato per impedire i soccorsi“.

Per Vinci “non ci sono nomi” ma è convinto che il delitto porti a “un’organizzazione criminale che può aver orchestrato sia la parte delle minacce sia la chiusura del vicolo dopo. Noi abbiamo trovato molti elementi che ci spingono verso la ‘ndrangheta della bassa Lombardia, mantovana e reggiana, e questa è la direzione maestra verso la quale stiamo andando per il movente e gli esecutori”.

Secondo quanto riportato nella relazione di 74 pagine illustrata in Commissione parlamentare d’inchiesta lunedì 12 ottobre, l’esame del video ha permesso di individuare ’12 macro-eventi’ caratterizzati da attenuazioni della luminosità sulla parete in marmo bianco in fondo al vicolo, in corrispondenza del passaggio delle automobili in via dei Rossi. Fenomeni che, secondo l’analisi, non sarebbero riconducibili ad artefatti visivi, difetti digitali o disturbi da compressione. Ma sarebbero compatibili con l’interposizione di corpi opachi di forma antropomorfa, ossia verosimilmente persone, tra i fari dei veicoli e la parete. La verifica sperimentale, condotta attraverso rilievi tridimensionali con laser scanner e la riproduzione delle condizioni di ripresa, ha individuato cinque possibili posizioni, indicate come stazioni A, B, C, D ed E, compatibili con la proiezione delle ombre osservate nel filmato del 2013.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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