LIVORNO – Sì agli investimenti per rendere la Fi-Pi-Li più sicura ed efficiente, ma senza introdurre nuovi costi capaci di pesare sulle imprese e sull’intera filiera economica. È la posizione di Confcommercio Livorno dopo il via libera della Giunta regionale alla proposta di legge per la costituzione di Toscana Strade, la società pubblica che dovrà occuparsi della gestione della Firenze-Pisa-Livorno.
Al centro delle preoccupazioni dell’associazione c’è soprattutto l’ipotesi di introdurre in futuro un pedaggio per i mezzi pesanti, prospettiva che, secondo quanto riportato da Confcommercio, non si concretizzerebbe prima del 2028.
“Bene una gestione capace di garantire finalmente alla Fi-Pi-Li manutenzione, sicurezza e investimenti strutturali. Ma attenzione all’ipotesi di finanziare il nuovo sistema introducendo un pedaggio per i mezzi pesanti, perché quel costo potrebbe non fermarsi al casello e propagarsi lungo tutta la filiera economica”, afferma Federico Pieragnoli, direttore generale di Confcommercio Livorno.
Confcommercio non mette quindi in discussione la necessità di intervenire sull’infrastruttura. Al contrario, l’associazione considera indispensabile arrivare a una gestione che possa garantire maggiore continuità nella manutenzione e nella programmazione degli interventi.
“Che la Fi-Pi-Li abbia bisogno di investimenti seri credo sia evidente a chiunque la percorra – sostiene Pieragnoli –. Guardiamo quindi con favore a tutto ciò che può significare più manutenzione, maggiore sicurezza e una programmazione stabile degli interventi. Il punto è capire chi dovrà pagare il conto”.
Ed è proprio sulle modalità di finanziamento del nuovo sistema che Confcommercio chiede maggiore attenzione. Secondo l’associazione, infatti, considerare l’eventuale pedaggio come un costo circoscritto esclusivamente al settore dell’autotrasporto rischierebbe di non tenere conto delle conseguenze sull’intera economia del territorio.
Per la provincia di Livorno, sottolinea Confcommercio, la Fi-Pi-Li rappresenta un collegamento strategico per la movimentazione delle merci tra la costa e l’interno della Toscana.
Sulla strada viaggiano le merci in partenza o in arrivo dal porto di Livorno, ma anche le forniture destinate a negozi e supermercati, i prodotti alimentari per bar e ristoranti, i materiali utilizzati dalle imprese e le merci della distribuzione all’ingrosso.
“La Fi-Pi-Li è l’asse che collega la costa con l’interno della Toscana. Se aumentiamo il costo per far viaggiare tutte queste merci, dobbiamo essere consapevoli che quel costo da qualche parte andrà”, osserva Pieragnoli.
La preoccupazione è che una parte dell’eventuale pedaggio possa essere incorporata nei costi di trasporto, aumentando di conseguenza quelli sostenuti dalle aziende per l’approvvigionamento. Un effetto che, lungo la filiera, potrebbe arrivare almeno in parte anche sui prezzi pagati dai consumatori.
Confcommercio precisa però che non esiste un automatismo diretto tra l’importo di un eventuale pedaggio e l’aumento dei prezzi finali.
“Non diciamo che qualche euro di pedaggio si trasformerebbe automaticamente in qualche euro in più sullo scontrino. Ma i costi si sommano e, quando i margini sono già stretti, diventa sempre più difficile assorbirli lungo tutta la filiera”.
L’associazione inserisce la questione Fi-Pi-Li in un quadro più ampio di spese che le attività economiche devono già sostenere.
Energia, personale, affitti, materie prime, servizi e costi finanziari rappresentano, secondo Confcommercio, voci che incidono quotidianamente sui bilanci delle aziende. L’introduzione di un ulteriore costo per il trasporto delle merci rischierebbe quindi di aggiungersi a una situazione già complessa.
“Ogni aumento, preso singolarmente, può sembrare sostenibile. Il problema è la somma, che alla fine erode i margini, frena gli investimenti e rende più difficile tenere fermi i prezzi”, sottolinea Pieragnoli.
La questione assume un peso particolare per Livorno e per il resto della costa toscana. Confcommercio sottolinea infatti come la Firenze-Pisa-Livorno rappresenti il principale asse di collegamento tra il sistema portuale, le attività economiche costiere e l’interno della regione.
Per questo l’associazione ribadisce di essere favorevole agli investimenti sull’infrastruttura, chiedendo però che il modello economico scelto per la nuova gestione tenga conto anche della competitività delle aziende che utilizzano quotidianamente la strada per la propria attività.
“Noi siamo favorevoli a una Fi-Pi-Li migliore e crediamo sia indispensabile investire seriamente su questa infrastruttura. Chiediamo però che nel costruire il modello economico della nuova gestione si tenga conto della competitività delle imprese che quella strada devono utilizzarla per lavorare”.
Da qui la richiesta rivolta alla Regione Toscana: aprire un confronto con le rappresentanze del mondo economico prima che vengano assunte decisioni definitive sulle modalità con cui finanziare la futura gestione della Fi-Pi-Li.
La proposta di legge per Toscana Strade dovrà adesso passare all’esame del Consiglio regionale e Confcommercio chiede che il tema dell’eventuale pedaggio venga valutato considerando le possibili conseguenze per l’intero sistema produttivo.
“La costa ha bisogno di collegamenti migliori, non di nuovi svantaggi competitivi”, conclude Pieragnoli. “Una Fi-Pi-Li più sicura, affidabile ed efficiente rende più competitive le nostre imprese. Una Fi-Pi-Li più costosa rischia di produrre l’effetto contrario. È su questo equilibrio che chiediamo alla Regione di confrontarsi con il mondo economico”.
La posizione di Confcommercio è quindi quella di non contrapporre investimenti e competitività: migliorare la Fi-Pi-Li viene considerato necessario, ma l’associazione chiede che il finanziamento della nuova gestione non si traduca in un ulteriore aggravio per le imprese che dipendono dall’infrastruttura per il trasporto e l’approvvigionamento delle merci.


