VENTURINA TERME – A circa un mese dall’avvio dei lavori per la ricostruzione del ponte in via Cerrini a Venturina Terme, il clima politico nel comune di Campiglia Marittima si fa sempre più teso. Al centro del dibattito non ci sono soltanto i disagi viari legati all’intervento, ma anche la gestione amministrativa, la trasparenza e la reale portata delle agevolazioni fiscali promesse alle attività economiche della zona colpite dai cantieri.
A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Alessio Albertoni, capogruppo e consigliere comunale della lista civica Cambiamo Futuro, che mette a confronto gli atti ufficiali approvati dal Consiglio Comunale con le notizie diffuse a mezzo stampa e sui canali social dell’amministrazione.
La principale divergenza evidenziata dall’opposizione riguarda le misure di sostegno economico previste per i commercianti e i residenti del quartiere. Se da un lato si è parlato pubblicamente di un imminente azzeramento delle tasse comunali o di un’esenzione da TARI e IMU, l’esame del testo approvato in aula restituirebbe un quadro differente.
Secondo quanto riportato da Albertoni, la mozione votata all’unanimità impegna la Giunta guidata dalla sindaca Alberta Ticciati esclusivamente a “valutare ristori indiretti utilizzando l’imposizione fiscale locale”. Una formulazione che, sottolinea il consigliere di Cambiamo Futuro, introduce una semplice possibilità d’intervento ma non garantisce l’applicazione automatica di alcuna esenzione fiscale.
“Tra esenzione delle tasse e valutare c’è una differenza enorme” dichiara Albertoni. “La prima è un risultato concreto. La seconda è semplicemente la possibilità di prenderlo in considerazione. Sono quindi inutili le spiegazioni affidate ai social: negli enti pubblici contano gli atti approvati, non le interpretazioni successive o i commenti”.
Il capogruppo pone quindi un interrogativo diretto all’amministrazione: “Se la volontà era davvero quella di impegnare la Giunta a concedere le agevolazioni, perché non è stato scritto chiaramente nell’atto?”.
Oltre all’aspetto finanziario, il capogruppo evidenzia una serie di criticità legate all’organizzazione pratica del cantiere e ai tempi di esecuzione dell’opera. La proposta depositata dalla lista civica — poi respinta dalla maggioranza — chiedeva la definizione di un cronoprogramma dei lavori vincolante, la convocazione di assemblee pubbliche per informare la cittadinanza e un piano preciso per la viabilità alternativa.
L’opposizione contesta la mancanza di un confronto preventivo con le categorie economiche e con i residenti, tracciando un bilancio critico del primo mese di attività.
“È passato ormai quasi un mese dall’inizio dei lavori di via Cerrini. Un mese di disagi enormi per residenti, commercianti, turisti ed automobilisti. Un mese di silenzio” incalza Albertoni. “Nessuno dell’Amministrazione si è assunto la responsabilità di spiegare pubblicamente cosa stia accadendo, quali siano i tempi reali, quali criticità siano emerse e come intendano affrontarle”.
Secondo il rappresentante di Cambiamo Futuro, la gestione dell’opera avrebbe mostrato evidenti limiti organizzativi: “Preavviso di appena cinque giorni, viabilità organizzata in modo discutibile, assenza di comunicazione, commercianti lasciati nell’incertezza, cittadini costretti a rincorrere informazioni che il Comune avrebbe dovuto fornire spontaneamente”.
La polemica investe anche le dinamiche istituzionali dell’assemblea cittadina. La lista civica lamenta una chiusura verso le proposte della minoranza, affermando che qualsiasi atto presentato dall’opposizione verrebbe “sistematicamente respinto, anche quando è di buon senso e nell’interesse dei cittadini”, mentre proposte più limitate della maggioranza verrebbero “presentate come grandi successi politici”.
“Noi continuiamo a credere che amministrare significhi risolvere i problemi, ascoltare i cittadini e confrontarsi anche con chi la pensa diversamente” conclude Albertoni, invitando la cittadinanza a consultare i documenti. “Perché le opinioni sono libere. Gli atti, invece, parlano da soli”.


