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lunedì 29 Giugno 2026
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Chiusura della sede Coni a Livorno: esplode la rabbia del Partito Democratico

Il consigliere regionale Franchi contesta il piano di Sport e Salute e chiede l'intervento del presidente Giani

LIVORNO – Una decisione istituzionale che solleva durissime reazioni nel mondo politico e sportivo locale. Al centro della polemica finisce la chiusura della sede Coni a Livorno, un provvedimento che sta provocando un profondo sconcerto tra gli addetti ai lavori del territorio.

La misura rientra nel più ampio piano di razionalizzazione degli spazi gestito dalla società Sport e salute, l’azienda partecipata dal ministero dell’economia e delle finanze. La scelta prevede lo smantellamento degli storici uffici provinciali situati in via Piemonte.

Il provvedimento colpisce direttamente un luogo che nel tempo è diventato un punto di riferimento fondamentale, uno spazio di aggregazione e un presidio insostituibile per l’intero movimento sportivo della provincia. Nei locali trovano infatti ospitalità non solo il comitato territoriale ma anche numerose federazioni.

Sulla vicenda interviene direttamente il consigliere regionale del Partito Democratico, Alessandro Franchi, che ha preso parte all’incontro con i giornalisti indetto dal delegato provinciale all’interno della struttura. L’esponente del centrosinistra contesta la chiusura della sede Coni a Livorno definendola una scelta del tutto incomprensibile.

“Una decisione incomprensibile, un vero e proprio affronto a una città che vanta una tradizione sportiva di livello altissimo – dichiara Franchi – che ha tagliato il traguardo delle 100 medaglie olimpiche vinte da atleti livornesi, che diventano 551 se aggiungiamo gare europee e mondiali”. Secondo il consigliere regionale, il piano di riorganizzazione non può ignorare la storia del territorio.

Davanti a questo scenario, l’esponente politico lancia un appello per sostenere la mobilitazione delle società sportive e di tutti i soggetti che ritengono indispensabile bloccare il trasferimento. La richiesta di aiuto viene estesa anche ai vertici della Regione Toscana, istituzione da sempre attenta alle dinamiche del settore.

L’auspicio espresso è che il presidente Eugenio Giani, pur non avendo una competenza diretta sulla gestione degli immobili, si attivi per far pervenire al governo nazionale e ai vertici della società partecipata il dissenso del territorio.

© Riproduzione riservata

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