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Fondi per la Rete Ready e il Pride Fest a Piombino, scontro politico sul contributo regionale

Il consigliere di Fdl Davide Anselmi contesta il finanziamento. Arcigay replica: "Difendere i diritti significa allargare la dignità di tutti".

PIOMBINO – Fondi per la Rete Ready  e il Pride Fest: è il tema al centro del confronto politico che si è acceso in città dopo l’assegnazione di un contributo regionale destinato al Piombino Rainbow Pride Fest 2026, in programma dal 2 al 5 luglio alla Pinetina di Riotorto. La discussione nasce dalla delibera comunale numero 175 del 22 giugno, con la quale il Comune ha destinato 1.428,57 euro al progetto organizzato da Arcigay Piombino Rainbow Aps attraverso le risorse messe a disposizione della Rete RE.A.DY.

A sollevare la polemica è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Davide Anselmi, che contesta l’utilizzo di fondi pubblici per iniziative dedicate ai diritti civili e all’inclusione delle persone LGBTQIA+.

Quelle risorse provengono dalle tasse pagate da tutti i cittadini toscani – afferma Anselmi – e ritengo che non debbano essere utilizzate, nemmeno indirettamente attraverso il Comune, per finanziare iniziative che rappresentano una precisa visione culturale e politica”.

Il finanziamento rientra nello stanziamento complessivo di 300 mila euro previsto dalla Regione Toscana per il biennio 2025-2026 a favore dei Comuni aderenti alla Rete RE.A.DY, il network nazionale delle pubbliche amministrazioni impegnate nella prevenzione e nel contrasto delle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Secondo Anselmi, l’adesione del Comune di Piombino alla rete rischierebbe di compromettere il principio di neutralità delle istituzioni.

Il Comune deve essere la casa di tutti – sostiene il consigliere – mentre con l’adesione alla Rete RE.A.DY diventa il megafono di una parte della società”.

Per questo motivo il rappresentante di Fratelli d’Italia invita l’amministrazione comunale ad aprire una riflessione sull’opportunità di mantenere l’adesione al network nazionale, richiamando anche il precedente del Comune di Pisa, che nel 2018 decise di uscire dalla rete.

La vicenda dei Piombino fondi Rete Ready Pride Fest si inserisce così in un dibattito più ampio sull’utilizzo delle risorse pubbliche per progetti dedicati all’inclusione sociale e alla lotta contro le discriminazioni.

La risposta di Arcigay Piombino Rainbow Aps è arrivata poche ore dopo attraverso una nota ufficiale.

“Più che un’analisi amministrativa – scrive l’associazione – l‘intervento del consigliere appare come un manifesto ideologico e divisivo. Ridurre la Rete RE.A.DY a una fantomatica agenda LGBTQIA+ significa ignorare completamente il suo obiettivo, che è quello di contrastare ogni forma di discriminazione”.

Secondo Arcigay, il network rappresenta uno strumento di collaborazione tra enti locali per promuovere pari opportunità e inclusione, senza attribuire privilegi a una specifica categoria di cittadini.

L’associazione contesta inoltre la lettura dell’articolo 3 della Costituzione proposta dal consigliere.

La Repubblica ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza. Un Comune è davvero la casa di tutte e tutti quando tutela anche le minoranze, non quando sceglie di ignorarne le difficoltà. Difendere i diritti di qualcuno non toglie nulla agli altri, ma contribuisce ad allargare la dignità collettiva”.

Nel comunicato Arcigay richiama anche un recente episodio di cronaca, citando l’omicidio di Mirko, ucciso dal padre perché gay.

“Di fronte a una violenza così drammatica – scrive l’associazione – è difficile sostenere che l’impegno delle istituzioni contro l’omotransfobia sia discutibile. I progetti di sensibilizzazione, i percorsi educativi e la creazione di luoghi sicuri non rappresentano un capriccio culturale, ma possono contribuire concretamente alla tutela delle persone più vulnerabili”.

L’associazione sottolinea quindi come le attività finanziate attraverso la Rete RE.A.DY abbiano l’obiettivo di promuovere il rispetto reciproco e prevenire episodi di discriminazione.

Nonostante la polemica politica, il Piombino Rainbow Pride Fest 2026 è confermato dal 2 al 5 luglio alla Pinetina di Riotorto. La manifestazione prevede incontri, dibattiti, momenti culturali, spettacoli e iniziative dedicate ai temi dell’inclusione e dei diritti civili.

Nel concludere la propria replica, Arcigay ringrazia l’amministrazione comunale per aver confermato l’adesione alla Rete RE.A.DY e rinnova l’invito alla cittadinanza.

“Noi non faremo un solo passo indietro. Vi aspettiamo dal 2 al 5 luglio alla Pinetina di Riotorto per rispondere al buio dei pregiudizi con la luce della conoscenza”.

© Riproduzione riservata

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