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Rinnovabili, Avs e Livorno Civica con i sindaci della Val di Cornia: “Regole chiare e rispetto del territorio”

LIVORNO – Rinnovabili, Avs e Livorno Civica con i sindaci della Val di Cornia: “Regole chiare e rispetto del territorio”

Rinnovabili: Avs Livorno e Livorno Civica – che aderisce al coordinamento di Costa Civica – sostengono l’appello dei sindaci della Val di Cornia. “Servono regole chiare anche per i porti. La transizione non può attendere, ma va governata senza improvvisazioni”.

“La transizione energetica è necessaria e improrogabile, lungo la costa e nei nostri porti va affrontata senza indugi – dicono da partito e movimento – A ricordarlo con forza sono oggi anche le sindache della Val di Cornia – Jessica Pasquini, Alberta Ticciati e Sandra Scarpellini – che hanno denunciato l’assenza di una pianificazione coordinata e di una legge regionale sulle rinnovabili, purtroppo ferma dallo scorso mandato. Le richieste dei territori sono chiare: eolico di grandi dimensioni solo in aree industriali e portuali, fotovoltaico localizzato in base alle esigenze delle comunità. Bisogna accelerare sulla decarbonizzazione, ma con un percorso ragionato che valuti tutti gli elementi in gioco”.

AVS Livorno e Livorno Civica – parte del coordinamento di Costa Civica – ritengono indispensabile “un ruolo attivo della Regione, in sinergia con i territori. Ci uniamo all’appello: serve una legge regionale che dia certezze, che non lasci i Comuni soli davanti a richieste di autorizzazione senza un quadro programmatico. In Val di Cornia, in questi giorni, si moltiplicano le domande per nuovi impianti solari. Il progetto Bess (sistemi di accumulo) e l’elettrodotto sottomarino dalla Tunisia sollevano grandi interrogativi sulla trasformazione del territorio. I sindaci hanno fatto bene a porre il problema: non si può procedere a singoli progetti senza una visione d’insieme. Anci e Upi Toscana hanno approvato un documento congiunto che chiede di rivedere i criteri per le aree idonee, privilegiando zone già urbanizzate, degradate, Sin, aree produttive (attive o dismesse), aeroporti, porti e interporti, per tutelare campi agricoli, paesaggio e ambiente. Ma c’è un ostacolo: il Consiglio di Stato, con ordinanza del 14 novembre 2024, ha sospeso in via cautelare un passaggio del decreto ree Idonee, limitando il potere di Regioni e Comuni nel dichiarare inidonee aree che per lo Stato sono considerate idonee”.

“Tutelare le rinnovabili non significa rinunciare al territorio – prosegue la nota – La sfida è installare impianti senza consumare suolo agricolo produttivo e senza compromettere il paesaggio. Le norme già indicano la strada: il decreto legislativo 199/2021 e il decreto ministeriale del 21 giugno 2024 individuano come aree idonee prioritarie i siti industriali, le aree degradate, i siti di bonifica, le cave e le zone vicine a infrastrutture. Per il porto di Livorno, da due anni chiediamo di studiare la fattibilità della proposta di Legambiente di installare 10-20 generatori eolici in ambito portuale, per rendere il porto autosufficiente e più competitivo. Oggi la transizione portuale è bloccata in un’incertezza che non dipende dall’attuale presidenza dell’autorità portuale, ma da un vuoto di pianificazione che dura da troppo tempo. Un investimento privato potrebbe sbloccare il sistema di alimentazione delle nuove linee di elettrificazione in fase di completamento in porto, ma serve chiarezza nella programmazione. Le norme regionali e le linee di indirizzo esistono, ma manca una visione integrata che dia certezze a investitori e territorio“.

“La Regione Toscana può e deve fare la sua parte: approvare rapidamente la legge sulle aree idonee, recependo le richieste di Anci e Upi – prosegue la nota – individuare zone di accelerazione per procedure più snelle; contribuire a definire il piano energetico per i porti Toscani, superando l’incertezza che oggi frena Livorno e Piombino. Le rinnovabili sono una risorsa preziosa, ma la loro installazione non può trasformarsi in una corsa all’oro con regole non chiare. Serve una regia chiara, che indirizzi gli impianti dove il territorio è già compromesso. La Toscana e i suoi porti non possono perdere competitività e posti di lavoro per mancanza di programmazione. La decarbonizzazione sia presto e sia fatta bene, nel rispetto della nostra più grande ricchezza: il territorio“.

© Riproduzione riservata

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